Prosegue l’iter della riforma dell’ordinamento forense con alcune novità destinate a incidere concretamente sul percorso di accesso alla professione. La Commissione Giustizia della Camera ha infatti dato il via libera a diversi emendamenti che mirano a rendere più flessibile e meno oneroso il cammino dei futuri avvocati.
Tra gli interventi più significativi spicca la possibilità di anticipare l’avvio del tirocinio già prima della discussione della tesi di laurea, a condizione che lo studente abbia completato tutti gli esami previsti dal corso di studi. Una misura che amplia la platea dei beneficiari, includendo anche chi si trova in ritardo con il percorso universitario, e che consente di accorciare i tempi di ingresso nel mondo professionale.
Sul fronte della formazione, viene ridotta la durata della Scuola forense, che passa da diciotto a dodici mesi. A ciò si affianca un ulteriore intervento sul piano dell’accessibilità economica: le scuole organizzate dai Consigli dell’Ordine potranno essere gratuite per i praticanti con redditi contenuti, secondo soglie Isee definite periodicamente dal Consiglio nazionale forense.
Dalla riduzione dei tempi formativi al tirocinio anticipato, la riforma ridisegna l’ingresso nella professione forense, puntando su maggiore inclusività e sostenibilità per i giovani praticanti.
Non mancano interventi di sistema. Si consolida, ad esempio, l’impianto normativo sulla cosiddetta monocommittenza, fenomeno diffuso tra i giovani avvocati, ribadendo la necessità di salvaguardare autonomia e indipendenza del professionista anche in presenza di rapporti continuativi con un unico committente. Parallelamente, vengono introdotte aperture per i giuristi d’impresa, consentendo forme di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa limitatamente all’attività stragiudiziale svolta nell’interesse del datore di lavoro.
Sul piano dell’organizzazione della categoria, si va verso un rafforzamento delle politiche di equità con l’istituzione obbligatoria dei Comitati per le pari opportunità presso tutti gli Ordini, in un’ottica di valorizzazione della componente femminile dell’avvocatura.
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