Si amplia il ventaglio di strumenti previdenziali a disposizione dei liberi professionisti. Con le nuove istruzioni applicative diffuse dall’Inps, diventa concretamente esercitabile la facoltà di trasferire nella Gestione Separata i contributi versati alle Casse professionali, superando un’impostazione amministrativa che per anni aveva escluso questa opzione.
La novità riguarda esclusivamente le contribuzioni maturate dopo il 31 marzo 1996, data a partire dalla quale la Gestione Separata è divenuta operativa. Le domande presentate dal 9 febbraio – così come quelle ancora pendenti – potranno essere valutate alla luce del nuovo indirizzo.
Come funziona la ricongiunzione
La ricongiunzione consente di concentrare in un’unica gestione previdenziale i periodi contributivi maturati in diverse casse, così da maturare il diritto alla pensione secondo le regole del fondo accentrante. I contributi trasferiti vengono considerati come se fossero stati versati fin dall’origine nella gestione di destinazione.
Fino a oggi, la Gestione Separata era rimasta ai margini di questo meccanismo, essendo interamente basata sul sistema contributivo. L’evoluzione giurisprudenziale e il successivo adeguamento ministeriale hanno invece aperto alla possibilità di trasferimenti sia “in uscita” sia, ora in modo strutturale, “in entrata” verso l’Inps.
Chi può accedere
La facoltà interessa i professionisti iscritti a una Cassa privata che abbiano anche versamenti nella Gestione Separata e intendano unificare la propria posizione. La domanda deve riguardare l’intero periodo contributivo ancora disponibile presso l’altra gestione: non possono essere trasferiti periodi che abbiano già dato luogo a trattamento pensionistico.
Resta inoltre esclusa la possibilità di estendere la ricongiunzione a periodi anteriori all’entrata in vigore dell’obbligo contributivo presso la Gestione Separata (1° aprile 1996).
Quanto costa
Il trasferimento non è gratuito. L’onere è determinato applicando l’aliquota vigente nella Gestione Separata al momento della domanda – oggi ordinariamente pari al 33%, ridotta al 25% per i professionisti – sulla base imponibile di riferimento. Dal totale così calcolato viene sottratto quanto già versato alla Cassa di provenienza.
Poiché molte Casse prevedono aliquote inferiori rispetto alla Gestione Separata, la differenza può tradursi in un esborso significativo. Tuttavia, l’incremento contributivo si riflette positivamente sulla base di calcolo della futura pensione, incidendo sull’importo dell’assegno.
Una scelta da valutare con attenzione
La ricongiunzione verso la Gestione Separata rappresenta un’opportunità di razionalizzazione previdenziale, soprattutto per chi ha carriere frammentate tra libera professione e collaborazioni coordinate. Al tempo stesso, l’impatto economico impone una valutazione preventiva, anche in termini di sostenibilità finanziaria e prospettive pensionistiche.
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