29 Gennaio 2026 - Stabilizzazione personale

Giustizia, accordo storico su stabilizzazioni e progressioni: 9.368 assunzioni e 1.500 avanzamenti

Intesa tra Ministero della Giustizia e sindacati firmatari: aumentano le stabilizzazioni del personale PNRR e partono le progressioni verticali. Il Ministero rivendica il ruolo della contrattazione. Polemica con USB e CGIL sulle proteste dei precari esclusi

Roma, 29 gennaio 2026 – Un accordo definito “storico” segna una svolta nella gestione del personale del Ministero della Giustizia. Nella tarda serata di ieri si è concluso un confronto decisivo tra le organizzazioni sindacali Confsal/Unsa, CISL FP, Confintesa FP, FLP e UILPA Giustizia e i vertici del dicastero, alla presenza del Ministro Carlo Nordio, del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi, del Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria Lina Di Domenico e del Direttore generale del DOG Maria Isabella Gandini.

L’intesa raggiunta consente la stabilizzazione di 9.368 unità di personale PNRR, un risultato che supera di 3.368 unità le 6.000 inizialmente previste, grazie all’utilizzo integrale delle facoltà assunzionali disponibili e alla sinergia tra Ministero e sindacati firmatari.

Nel dettaglio, le assunzioni a tempo indeterminato riguarderanno:

  • 7.803 unità nell’Area Funzionari;

  • 1.565 unità nell’Area Assistenti;

  • 382 Operatori Sud.

Parallelamente, il piano prevede un ampio programma di valorizzazione professionale, con 1.500 progressioni verticali in deroga, cui si aggiungono ulteriori 152 unità ai sensi dell’articolo 21 quater.

Secondo quanto riferito dal Ministero della Giustizia, il risultato è stato possibile grazie al lavoro di contrattazione svolto con le organizzazioni sindacali firmatarie, che hanno contribuito alla definizione delle soluzioni tecniche e alla piena utilizzazione delle risorse disponibili.

Il confronto si è inserito in un clima di tensione sindacale. USB e CGIL hanno promosso scioperi e mobilitazioni per denunciare il rischio di esclusione di una parte dei lavoratori precari. I sindacati firmatari e il Ministero, tuttavia, hanno sottolineato come la tutela del personale non stabilizzato sia già oggetto di interlocuzione e formalmente inserita nell’agenda dei lavori, attraverso richieste di proroga dei contratti e ulteriori percorsi di stabilizzazione.

Il tema dei circa 1.843 lavoratori ancora in attesa di stabilizzazione resta dunque aperto, ma, secondo le parti firmatarie dell’accordo, il percorso per garantire una soluzione complessiva è già stato avviato attraverso la contrattazione istituzionale.

L’accordo rappresenta uno dei più rilevanti interventi degli ultimi anni nella politica del personale della giustizia, con effetti potenzialmente significativi sulla continuità dei servizi e sulla valorizzazione delle professionalità interne.

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