La Commissione europea ha avviato due procedimenti formali nei confronti di Google per chiarire e rafforzare il rispetto degli obblighi previsti dal Regolamento sui mercati digitali (Digital Markets Act – DMA). L’iniziativa si inserisce nel quadro delle nuove regole europee volte a garantire concorrenza, trasparenza e interoperabilità nel mercato digitale, in particolare nei confronti dei cosiddetti “gatekeeper”, ossia le grandi piattaforme con un ruolo dominante.
I procedimenti, definiti di “specificazione”, mirano a strutturare un dialogo normativo tra Bruxelles e Google su due ambiti chiave della conformità al DMA.
Il primo riguarda l’obbligo, previsto dall’articolo 6, paragrafo 7, del regolamento, di assicurare agli sviluppatori terzi un’interoperabilità libera ed efficace con le componenti hardware e software controllate dal sistema operativo Android. In sostanza, la Commissione intende verificare che Google consenta un accesso equo alle funzionalità del proprio ecosistema, evitando barriere tecniche o commerciali che possano limitare la concorrenza.
Il secondo procedimento concerne invece l’obbligo, sancito dall’articolo 6, paragrafo 11, di garantire ai fornitori terzi di motori di ricerca online l’accesso ai dati anonimizzati relativi a posizionamento, ricerche, clic e visualizzazioni detenuti da Google Search. Tale accesso dovrà avvenire a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, secondo il principio FRAND (Fair, Reasonable and Non-Discriminatory), considerato uno dei pilastri del nuovo quadro regolatorio europeo.
La Commissione europea prevede di concludere i procedimenti entro sei mesi dall’avvio. Le procedure non implicano, in questa fase, un giudizio definitivo sul rispetto del DMA da parte di Google, ma non pregiudicano la possibilità per Bruxelles di adottare, in futuro, decisioni formali di accertamento di eventuali violazioni. In caso di inosservanza, la Commissione potrà imporre sanzioni pecuniarie e penalità di mora, come previsto dal regolamento.
L’avvio dei procedimenti rappresenta un ulteriore passo nell’attuazione concreta del Digital Markets Act e conferma la volontà dell’Unione europea di rafforzare il controllo sui grandi operatori digitali, promuovendo un ecosistema più aperto, competitivo e innovativo. In questo contesto, il confronto con Google diventa un banco di prova significativo per l’efficacia del nuovo modello europeo di governance dei mercati digitali.
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