ROMA – Il Piano nazionale di ripresa e resilienza procede, ma a velocità diverse. Se da un lato enti locali e imprese hanno mostrato capacità di spesa in crescita, dall’altro cinque ministeri chiave restano indietro. È il caso del Lavoro, dell’Agricoltura, del Turismo, della Cultura e della Salute, che a fine giugno risultavano al di sotto del 30% nell’utilizzo dei fondi assegnati.
A dirlo sono i dati diffusi dal portale governativo Italia Domani ed elaborati da Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci). Il quadro mette in evidenza ritardi consistenti, con il dicastero del Lavoro – guidato da Marina Calderone – fanalino di coda: appena l’11,8% della dotazione spesa. Un po’ meglio l’Agricoltura, ferma comunque al 14,5%. Anche Turismo, Cultura e Salute mostrano andamenti lenti e preoccupanti.
Il contesto generale, però, racconta un’accelerazione negli ultimi mesi. Secondo le rilevazioni, al 31 maggio i pagamenti effettivi ammontavano a 74,3 miliardi, pari al 38,3% della dotazione totale di 194,4 miliardi. Considerando la progressione registrata nei mesi successivi – circa 3 miliardi di euro di spesa aggiuntiva ogni mese – le uscite complessive potrebbero oggi avvicinarsi a quota 100 miliardi.
Un passo avanti significativo, ma non sufficiente a nascondere la disparità tra i vari settori del Piano. Alcuni filoni, come quelli legati alle missioni energetiche e infrastrutturali, viaggiano a ritmo sostenuto. Altri, invece, arrancano per motivi che vanno dalla complessità dei bandi alla lentezza burocratica, fino a una difficoltà strutturale nel trasformare i progetti in cantieri e spesa reale.
Il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, ha chiesto più volte report puntuali ai colleghi di Governo e alle Regioni per monitorare da vicino l’attuazione. La pressione è alta: entro la fine dell’anno l’Italia dovrà dimostrare a Bruxelles non solo di aver centrato obiettivi e milestone, ma anche di aver tradotto in spesa effettiva le risorse ricevute.
Il rischio, se i ritardi non verranno recuperati, è di compromettere l’efficacia complessiva del Pnrr e mettere in difficoltà la prossima rimodulazione dei fondi. In gioco non ci sono solo le statistiche, ma la capacità del Paese di trasformare l’occasione unica del Recovery in crescita duratura e riforme strutturali.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Mancato versamento delle ritenute Inps: la nuova disciplina finisce alla Corte Costituzionale
Secondo il Tribunale, la disparità di trattamento tra chi omette versamenti fino a 10mila euro e chi supera tale soglia è tale da rendere la…
Una versione di ChatGPT dedicata alle imprese
Nonostante le diffidenze, le aziende sembrano essere sempre più interessate all’intelligenza artificiale generativa. Per il consulente aziendale di marketing strategico Stefano Schiavo: «Manager e aziende…
Prefetture in crisi: carenza di personale e mancanza di strategie concrete contro la mafia
Secondo Maria Rosaria Ingenito Gargano, viceprefetta a Roma, la recente riforma della giustizia voluta dal ministro Nordio, che si pone in continuità con la riforma…

