Roma – Il gas naturale liquefatto (GNL) si conferma sempre più strategico per la sicurezza energetica dell’Italia. Nei primi sei mesi del 2025, il nostro Paese ha importato circa 10 miliardi di metri cubi di GNL, segnando un incremento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2024. A certificarlo è Snam, che evidenzia come il GNL rappresenti oggi il 30% delle forniture complessive di gas, dietro solo ai flussi via tubo provenienti dall’Algeria (34%).
Un dato che non solo testimonia l’efficacia del piano di diversificazione avviato dopo la crisi russo-ucraina, ma sottolinea anche il ruolo crescente degli Stati Uniti: i carichi americani sono raddoppiati, passando da 31 a 56 navi in un anno e coprendo il 45% delle importazioni via nave.
«La crescita del GNL nel mix energetico italiano – ha dichiarato Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam – è una buona notizia. Significa ridurre la dipendenza da rotte fisse e predeterminate, garantendo al sistema maggiore resilienza di fronte alle instabilità geopolitiche». Parallelamente, ha aggiunto, «prosegue a pieno ritmo la campagna di riempimento degli stoccaggi, fondamentali per gestire i picchi di domanda».
La spinta al GNL è stata possibile anche grazie all’ingresso in funzione dei terminali di Piombino e Ravenna, che hanno portato la capacità italiana di rigassificazione a 28 miliardi di metri cubi l’anno. Un volume che, se pienamente sfruttato, coprirebbe oltre il 40% della domanda nazionale.
Alle spalle degli Stati Uniti restano fornitori tradizionali come il Qatar (25,8%) e l’Algeria (18,5%), ma stanno emergendo anche nuovi partner africani: Egitto, Congo, Angola e Guinea Equatoriale. Un mosaico che riflette una strategia chiara: diversificare, per non dipendere da nessun singolo Paese o infrastruttura.
Non solo approvvigionamenti: l’Italia sta rafforzando anche la rete di trasporto interna con la Linea Adriatica, il più grande progetto infrastrutturale per il gas degli ultimi dieci anni. L’opera – cofinanziata con 2,5 miliardi nell’ambito del nuovo PNRR-RePowerEU – prevede l’espansione della capacità sud-nord attraverso 425 km di gasdotti hydrogen-ready e una nuova centrale a Sulmona. I lavori per la prima fase sono in corso e la conclusione è prevista per il 2026, mentre la seconda fase sarà completata nel 2027.
Il quadro è completato da un livello di riempimento degli stoccaggi già oltre il 75%, ben al di sopra della media UE e in netto anticipo sugli obiettivi. Una riserva preziosa, soprattutto in un anno che sta registrando una crescita della domanda del 6%, trainata dalla produzione termoelettrica (+13%) e dall’utilizzo estivo dei condizionatori, che richiedono maggiore integrazione rispetto alle rinnovabili.
A guidare questo cambio di passo, anche l’iniziativa del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha accelerato sul completamento degli impianti e sostenuto l’infrastrutturazione del sistema gas.
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