16 Maggio 2025 - Amministrazione giudiziaria

L’Ordine degli Avvocati lancia una piattaforma per valutare i magistrati, scatta la protesta della Confsal-UNSA

Il sindacato chiede l’immediata sospensione dell’iniziativa e annuncia il varo di una propria piattaforma a tutela dei dipendenti del Ministero della Giustizia

MILANO — Sale la tensione negli uffici giudiziari milanesi dopo la decisione dell’Ordine degli Avvocati di Milano di attivare una piattaforma digitale per raccogliere segnalazioni — positive e negative — sull’operato dei magistrati e del personale amministrativo della giustizia. Una novità resa possibile dalla recente riforma dell’ordinamento giudiziario, ma che ha subito sollevato critiche da parte della Confsal-UNSA, sindacato da sempre in prima linea nella difesa dei diritti del personale del Pubblico Impiego.

In una nota ufficiale inviata al Consiglio dell’Ordine e per conoscenza al personale della Giustizia, la Confsal-UNSA ha espresso “sconcerto” per l’iniziativa, ritenendola potenzialmente lesiva del clima lavorativo e della serenità degli uffici, già provati da gravi carenze di organico e da carichi di lavoro insostenibili.

“Pur riconoscendo le finalità di miglioramento dell’efficienza del sistema giudiziario” — si legge nella comunicazione — “riteniamo che una piattaforma di questo tipo possa generare un clima di tensione e sfiducia, andando a colpire in particolare il personale amministrativo che opera con dedizione e professionalità”.

Alla luce di queste preoccupazioni, il sindacato ha chiesto l’immediata sospensione della piattaforma dell’Ordine degli Avvocati, annunciando contestualmente la decisione di attivarne una propria. La nuova piattaforma sarà riservata agli iscritti Confsal-UNSA del Ministero della Giustizia e consentirà di segnalare, in totale sicurezza e riservatezza, eventuali comportamenti scorretti o vessatori riscontrati nell’ambiente di lavoro.

Le segnalazioni, garantisce il sindacato, saranno gestite direttamente dalla Segreteria Generale della Confsal-UNSA nel pieno rispetto della normativa sulla privacy (GDPR) e vagliate da un team di esperti legali e sindacali. In caso di comportamenti lesivi della dignità professionale, il sindacato si attiverà con tutti gli strumenti a disposizione, inclusi eventuali interventi sindacali e azioni legali.


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