FOGGIA – Alcuni colpi di arma da fuoco sono stati esplosi nella notte di sabato 21 aprile contro l’automobile della madre del sostituto procuratore della Repubblica di Foggia, Roberto Galli. L’auto era parcheggiata a pochi chilometri da Manfredonia. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili del gesto. Al vaglio degli inquirenti anche le immagini di videosorveglianza della zona.
Roberto Galli è uno dei magistrati più impegnati nelle inchieste contro la criminalità organizzata nel territorio foggiano, da tempo sotto pressione per l’intensificarsi degli atti intimidatori legati al contrasto delle mafie locali.
Immediata la reazione dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che ha diffuso una nota ufficiale per esprimere piena solidarietà al collega: “Esprimiamo la nostra vicinanza al sostituto procuratore di Foggia Roberto Galli, vittima, nella scorsa notte, di un vile ‘avvertimento’ in stile mafioso, inutilmente finalizzato ad intimorire un magistrato intransigente e coraggioso, da anni impegnato, insieme ai colleghi della Procura e del Tribunale, nell’affermare la legalità in un territorio ferito da un fenomeno criminale che lo Stato è impegnato a contrastare con la massima determinazione”.
“La nostra solidarietà – conclude l’ANM – è anche un messaggio forte e chiaro: qualsiasi intimidazione ai danni della magistratura rappresenta una minaccia alla democrazia. Al collega Galli va tutto il nostro sostegno”.
Articoli simili
Il CNF ribadisce il divieto di contattare direttamente la parte rappresentata da un altro legale: la violazione disciplinare si perfeziona quando la comunicazione giunge al…
Meta paga e riscrive le sue regole per i minori. E Gates chiede un’autorità mondiale sull’IA
Fino a 18 miliardi di dollari e nuovi obblighi di design per chiudere la causa dei 47 Stati americani. Negli stessi giorni il co-fondatore di…
Apple contro OpenAI: la causa sui segreti industriali si allarga
Non più due, ma tredici gli ex dipendenti Apple coinvolti nell'inchiesta legale che Cupertino ha aperto contro OpenAI. Al centro, il sospetto trasferimento di segreti…

