Il Parlamento italiano è chiamato a votare i quattro giudici mancanti della Corte Costituzionale, ma le trattative tra partiti restano complesse e incerte. Dopo settimane di stallo, i partiti sembrano aver trovato un accordo sul metodo: due giudici spetteranno alla maggioranza, uno all’opposizione, mentre il quarto sarà un profilo tecnico, preferibilmente una donna.
A destra: Zanettin supera Sisto
Nel campo del centrodestra, Giorgia Meloni appare determinata a imporre Francesco Saverio Marini, suo consigliere giuridico, come uno dei candidati. L’altro nome della maggioranza dovrebbe essere Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia, che ha prevalso sul viceministro Francesco Paolo Sisto dopo un acceso ballottaggio interno.
A sinistra: Luciani favorito, ma il nodo femminile resta aperto
Sul fronte dell’opposizione, il costituzionalista Massimo Luciani è il nome con più consensi, ma resta il nodo della candidatura femminile per il posto tecnico. La segretaria del PD Elly Schlein propone Andrea Pertici, costituzionalista e membro della Direzione nazionale del partito, ma il suo profilo non convince tutte le opposizioni. Altri nomi emersi, come quelli di Anna Finocchiaro e Roberta Calvano, sembrano ormai accantonati.
Il peso delle quote femminili
L’esigenza di garantire un equilibrio di genere è centrale. Tuttavia, le trattative non hanno ancora prodotto una candidatura condivisa. La pressione aumenta per evitare un “pacchetto tutto maschile,” che sarebbe mal visto dall’opinione pubblica.
Una decisione urgente
Intanto, la Corte Costituzionale potrebbe riunirsi a ranghi ridotti già la prossima settimana, con soli 11 giudici su 15, per esaminare questioni cruciali come l’ammissibilità del referendum sull’autonomia differenziata. La necessità di colmare rapidamente i posti vacanti si fa quindi sempre più pressante.
Resta da vedere se i partiti riusciranno a trovare l’intesa nei prossimi giorni o se nuove divisioni rimanderanno ancora una volta la scelta dei nuovi giudici.
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