Durante l’udienza del processo per l’omicidio di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori del ricercatore ucciso in Egitto, ha dichiarato che “l’Egitto non è un paese sicuro” e che, secondo quanto emerso, anche le persone vicine a Giulio avrebbero contribuito a creare una “ragnatela” intorno a lui. La dichiarazione è arrivata al termine dell’audizione della “teste Beta”, una cittadina tedesca che viveva con Regeni. La donna ha raccontato che, poco prima di Natale del 2015, un presunto agente dei servizi segreti egiziani si presentò alla sua porta chiedendo una copia del passaporto di Giulio. Un coinquilino di Regeni, dopo aver scambiato il telefono con l’agente, non riferì l’incidente a Giulio, ma gli disse che gli stranieri dovevano fornire i documenti e presentarsi alla polizia. La donna ha anche ipotizzato che l’agente avesse un sospetto su Giulio, suggerendo che avesse fatto qualcosa di “sospetto”.
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