29 Gennaio 2026 - Politica forense

Violenza sessuale, OCF: “Passo avanti sulla norma, ma serve una riforma complessiva”

L’Organismo Congressuale Forense valuta positivamente la riscrittura dell’art. 609 bis c.p. approvata in Commissione Giustizia al Senato: maggiore chiarezza, centralità del dissenso della vittima e pene differenziate. Ma resta la necessità di un intervento organico per allineare la disciplina italiana agli standard europei e alla Convenzione di Istanbul

Roma, 29 gennaio 2026 – L’Organismo Congressuale Forense (OCF) accoglie con favore le modifiche al reato di violenza sessuale introdotte nel nuovo testo dell’articolo 609 bis del codice penale, approvato ieri in Commissione Giustizia del Senato, pur ribadendo la necessità di una riforma complessiva della materia.

Secondo l’OCF, le criticità che caratterizzano la disciplina dei reati sessuali richiedono un intervento organico capace di adeguare l’ordinamento italiano ai modelli degli altri Paesi europei e ai principi sanciti dalla Convenzione di Istanbul.

Il nuovo testo, tuttavia, rappresenta un passo avanti significativo rispetto alla versione precedente, giudicata problematica sotto il profilo della chiarezza e della determinatezza della fattispecie. In particolare, la riformulazione recepisce alcune delle indicazioni formulate dall’OCF nel corso delle audizioni parlamentari, tra cui la scelta di incentrare la nozione di violenza sessuale sul dissenso della vittima.

Una impostazione che, secondo l’avvocatura, garantisce maggiore certezza giuridica e rafforza la tutela della persona offesa, indipendentemente dall’uso di minaccia o violenza. Positivo anche il principio della differenziazione delle pene in base alla gravità della condotta, considerato un passo verso l’allineamento con le legislazioni degli altri Stati europei.

In una nota ufficiale, l’Organismo Congressuale Forense sottolinea quindi come la modifica approvata segni un progresso importante, ma non sufficiente: per affrontare in modo efficace il fenomeno della violenza sessuale è necessario un intervento riformatore più ampio e sistematico.


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