15 Settembre 2025 - INVESTIMENTI | Il trend

Vigneti e uliveti, il nuovo bene rifugio dei grandi patrimoni

Dal Brunello al Chianti, la campagna italiana conquista investitori internazionali: prezzi in crescita e interesse per proprietà che uniscono produzione, ospitalità e qualità della vita

La finanza vacilla, la terra resiste. Nel 2025 cresce l’appeal dei vigneti e degli uliveti come nuovo bene rifugio per gli High Net Worth Individuals (Hnwi), i grandi investitori internazionali. Un trend che non riguarda solo l’Italia ma si estende a Francia, Spagna, Portogallo e Grecia, dove il mercato immobiliare agricolo di lusso è trainato da un mix di fattori: redditività stabile, incentivi fiscali, domanda globale di vino e olio premium e, soprattutto, uno stile di vita legato alla natura e alle tradizioni.

Toscana e Piemonte sul podio

Secondo l’ultima indagine di Knight Frank, in Italia il Barolo e il Brunello di Montalcino segnano un +5% sul 2024, mentre Bolgheri e Chianti Classico crescono del 3%. A livello europeo spiccano la Loira (+5%) e la Champagne (+2%), mentre Bordeaux (-4%) e Côtes du Rhône (-10%) mostrano segni di rallentamento.

La Toscana si conferma tra le mete più richieste, terza nella top 5 delle destinazioni extra urbane più ambite, seguita dal Piemonte. Accanto alla vocazione produttiva, queste regioni offrono anche un valore esperienziale fatto di agriturismo, ospitalità di lusso e produzioni biologiche, elementi che attraggono soprattutto investitori anglosassoni e nordamericani.

Prezzi da record e nuove strategie

I numeri parlano chiaro: un ettaro di vigna in Toscana o in Provenza può superare i 100mila euro, mentre in aree emergenti come l’Andalusia restano accessibili intorno ai 5mila euro. Le bottiglie dei marchi più prestigiosi oscillano tra i 30 e i 150 euro, mentre l’olio extra vergine premium tocca i 30 euro al litro, spinto dalla crescita della domanda internazionale.

Il fenomeno si lega anche al trend del “try before you buy”, sempre più diffuso: gli acquirenti testano una destinazione con l’affitto di una tenuta prima di investire nell’acquisto definitivo.

Tra incentivi e identità

Gli incentivi europei per l’agricoltura biologica e regimi fiscali agevolati sul capital gain agricolo rendono l’investimento ancora più interessante. Ma, oltre alla redditività, ciò che spinge i grandi patrimoni a puntare sul settore è la dimensione identitaria: una tenuta agricola come progetto di vita e di famiglia, capace di unire ritorni economici, sostenibilità e qualità della vita.

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