Nuovi strumenti di controllo e trasparenza per la tutela dei minori collocati fuori dal proprio nucleo familiare. Con l’approvazione definitiva al Senato della legge dedicata ai minori fuori famiglia, viene introdotto un sistema strutturato di monitoraggio che coinvolgerà tribunali, amministrazioni centrali e organismi di vigilanza.
La norma prevede l’istituzione, presso ogni tribunale ordinario e presso i tribunali per i minorenni, di un registro dedicato ai minori affidati a famiglie, comunità o strutture di accoglienza. L’obiettivo è rendere più tracciabili i provvedimenti di allontanamento e le successive modalità di collocamento, rafforzando la capacità delle istituzioni di seguire nel tempo il percorso dei minori.
Le modalità operative del registro saranno definite con un decreto del ministro della Giustizia. Nella tenuta del registro, la cancelleria dovrà predisporre una scheda per ciascun minore affidato, contenente i dati essenziali del caso, gli estremi del provvedimento adottato e la tipologia di collocamento disposta. Dovrà inoltre essere indicato se l’inserimento è avvenuto presso una famiglia affidataria oppure in comunità o istituti di assistenza.
Tra le informazioni da annotare rientrano anche eventuali situazioni particolari, come i casi in cui l’allontanamento sia avvenuto con modalità protette o con l’intervento delle forze dell’ordine, nonché l’autorizzazione a incontri con la famiglia d’origine, anche in forma vigilata. Il registro dovrà inoltre riportare eventuali modifiche o revoche dei provvedimenti e segnalare se il minore presenta bisogni speciali, elemento introdotto durante l’esame parlamentare alla Camera.
I tribunali saranno inoltre tenuti a trasmettere con cadenza trimestrale al ministero della Giustizia un aggiornamento sui provvedimenti di allontanamento e sulle richieste presentate.
Accanto ai registri giudiziari, la legge istituisce anche un registro nazionale degli affidatari. Sarà disciplinato da un decreto del ministro per la Famiglia e sarà collocato presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio. Il registro conterrà informazioni sul numero di minori collocati presso famiglie affidatarie, comunità e istituti pubblici o privati, con una suddivisione su base provinciale.
Il sistema prevede anche un censimento delle strutture di accoglienza e delle famiglie disponibili all’affidamento, con l’obiettivo di uniformare i dati a livello nazionale ed evitare duplicazioni o incongruenze dovute a denominazioni diverse delle strutture tra le varie regioni.
La finalità è favorire, ove possibile, l’affidamento familiare rispetto al collocamento in istituto, nel rispetto del principio del “migliore interesse del minore”, cardine della normativa nazionale e internazionale in materia di tutela dell’infanzia.
La legge istituisce inoltre un Osservatorio nazionale presso il Dipartimento per le politiche della famiglia. Questo organismo avrà il compito di analizzare i dati raccolti dai registri, individuare eventuali situazioni di collocamento improprio e svolgere attività di controllo. L’Osservatorio dovrà presentare ogni anno al Parlamento una relazione sull’andamento del sistema entro il 30 giugno e collaborerà con altri organismi già operativi in ambiti collegati, come gli osservatori sull’infanzia, sulla pedofilia e sulla violenza contro le donne.
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