15 Gennaio 2025 - Politica

Terzo mandato, lo strappo di Zaia: “Il Veneto prima del centrodestra”

Il Governatore critica duramente l’impugnazione da parte del Consiglio dei ministri della legge campana sul terzo mandato, vedendola come un attacco indiretto alla sua stessa possibilità di ricandidarsi.

Luca Zaia, presidente del Veneto, rompe gli indugi e alza la voce contro il governo e il centrodestra sulla questione del terzo mandato. “È inaccettabile bloccare i mandati di amministratori eletti dal popolo, accusandoli di creare centri di potere, quando la lezione viene da chi siede in Parlamento da decenni”, ha dichiarato durante un punto stampa a Palazzo Balbi, a Venezia. Zaia critica duramente l’impugnazione da parte del Consiglio dei ministri della legge campana sul terzo mandato, vedendola come un attacco indiretto alla sua stessa possibilità di ricandidarsi.

“Prima il Veneto, poi la Lega, infine il centrodestra”
Con parole decise, Zaia ha ribadito la sua gerarchia di priorità: “La mia priorità è il Veneto e i veneti. Fu io a coniare ‘prima il Veneto’. Poi viene la Lega, a cui devo tutto. Infine, il centrodestra”. Nonostante ciò, il governatore si è detto disposto a collaborare, pur sottolineando che “se qualcuno dice che questa regione non è stata governata bene, le strade si separano”.

Speranza e tensioni
Zaia ha ancora dieci mesi di mandato, che definisce “un’era glaciale in politica”, auspicando una soluzione favorevole al terzo mandato. Ma avverte: “È impensabile che arrivi qualcuno dall’alto e dica: ‘Sono io il candidato’. Questo creerebbe tensioni che il centrodestra non può permettersi”.

Le reazioni degli alleati
Le dichiarazioni del presidente hanno scosso il centrodestra. Fratelli d’Italia, attraverso il coordinatore regionale Luca De Carlo, ha replicato duramente: “La norma sul terzo mandato non riguarda singoli casi. Sceglieremo il miglior profilo per rappresentare i veneti”. Anche Forza Italia ha avanzato il nome di Flavio Tosi come possibile candidato, mentre la Lega punta a difendere la posizione di Zaia. “Vorremmo che Zaia potesse continuare, ma bisogna trovare un equilibrio nella coalizione”, ha dichiarato Riccardo Molinari, capogruppo leghista alla Camera.

Con le elezioni regionali del 2025 all’orizzonte, la questione del Veneto si conferma come uno degli snodi più delicati per il centrodestra.


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