Roma – A venticinque anni dalla prima edizione, il report Ecosistema Scuola di Legambiente restituisce l’immagine di un sistema scolastico che fatica a uscire dalle sue fragilità strutturali. L’analisi, che ha coinvolto 97 Comuni capoluogo su 112, coprendo oltre 7mila edifici, fotografa un’Italia in cui meno della metà delle scuole ha il certificato di agibilità e solo il 45% dispone del collaudo statico.
Nonostante decenni di finanziamenti straordinari – dalla Buona Scuola al PNRR – e programmi di edilizia scolastica, il 54,8% degli edifici in zone sismiche non ha mai effettuato una verifica di vulnerabilità e meno del 15% è stato progettato o adeguato alle normative antisismiche.
Solai, manutenzione e fondi frammentati
Un capitolo delicato riguarda i solai: solo il 31,2% degli edifici è stato sottoposto a diagnosi negli ultimi cinque anni, e appena il 10,9% ha visto interventi di messa in sicurezza. Le differenze regionali sono marcate: al Sud la percentuale sale al 17%, mentre nel Centro si ferma al 7,7%.
Sul fronte della manutenzione, i numeri parlano chiaro. Nel 2024 i fondi per interventi straordinari sono scesi a 39.648 euro di media nazionale, ma la spesa effettiva si è fermata a 29mila euro. Al Nord le risorse sono più consistenti (oltre 41mila euro), mentre Sud e Isole restano molto indietro, con appena 5mila euro a edificio. Anche la manutenzione ordinaria arranca: la media si ferma a 8.338 euro annui.
Secondo Claudia Cappelletti, responsabile scuola di Legambiente, il problema non è solo economico ma organizzativo: «Da anni vengono stanziati fondi, ma restano frammentati tra diverse fonti e livelli di governo. Questo genera dispersione e ostacola la pianificazione strategica».
L’Italia poco sostenibile: tra energia e rinnovabili
Se la sicurezza resta il primo allarme, la sostenibilità ambientale non è da meno. Solo il 16% degli edifici ha beneficiato di interventi di efficientamento energetico, e appena il 6,5% è in classe A. La maggioranza schiacciante (66,6%) ricade ancora nelle classi E, F e G.
Paradossale la situazione sul fronte delle fonti rinnovabili: nonostante il sole della penisola, solo il 21% delle scuole utilizza impianti green, con punte minime nelle Isole, ferme al 10,8%.
Amianto e DVR: un quarto di secolo dopo, i nodi restano
L’edizione 2025 del report ha integrato i dati dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, che fotografa oltre 39mila edifici pubblici. Solo nel 79,6% dei casi è presente il Documento di valutazione dei rischi (DVR) previsto dal Dlgs 81/2008.
Lo sguardo sul lungo periodo è impietoso: nel 2004 il 16% delle scuole conviveva con l’amianto; oggi, dopo vent’anni, la percentuale è scesa solo al 10%.
Legambiente: serve una strategia di lungo periodo
Per Elena Ferrario, presidente scuola e formazione di Legambiente, la risposta non può più essere episodica: «Servono programmazione stabile, manutenzione ordinaria come pilastro della prevenzione, più rinnovabili e un Osservatorio sull’edilizia scolastica funzionante come luogo di co-programmazione».
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