Un errore giudiziario dovuto all’intelligenza artificiale ha portato all’arresto ingiusto di A.C., un operaio romeno di 44 anni residente a Roma. L’uomo, accusato di due furti avvenuti in Svizzera, è stato arrestato il 24 settembre e condotto al carcere di Regina Coeli. Tuttavia, A.C. si trovava a Roma al momento dei fatti contestati, come dimostrato dai registri della sua azienda.
L’accusa era partita dalla procura del Canton Ticino, che aveva emesso un ordine di arresto il 20 agosto, poi revocato il 4 settembre. Un errore amministrativo ha però impedito la comunicazione tempestiva della revoca, portando all’arresto dell’operaio. Grazie all’intervento del suo avvocato, Manrico Pensa, l’alibi è stato rapidamente confermato e la corte d’Appello di Roma ha revocato la custodia cautelare il giorno successivo, liberando l’uomo.
Il caso, sollevato dal deputato Devis Dori in un’interrogazione parlamentare, pone dubbi sull’affidabilità delle tecnologie di sorveglianza e sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’analisi delle immagini, che potrebbe aver causato l’errore di identificazione.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Meta cancella diversi account rete No-Vax
Facebook rimuove i profili di un gruppo anti vaccinazione chiamato Movimento V_V La società Meta (Facebook) rimuove una rete di account che appartengono al movimento anti-vaccinazione chiamato V_V. Tale…
Videosorveglianza pubblica sempre valida per le multe ambientali
Dal Dl 116/2025 chiarimenti sull’uso delle telecamere: solo quelle degli enti pubblici possono accertare gli illeciti da remoto, le private ammesse soltanto nei reati penali.…
Il nostro smartphone ci ascolta? Arrivano nuove conferme
Tutti ci siamo chiesti, almeno una volta, se il nostro smartphone ascolta segretamente le nostre conversazioni. Un dubbio che diventa sempre più grande quando appaiono…

