L’Assemblea generale straordinaria dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), riunitasi ieri nell’Aula Magna della Cassazione, ha espresso un forte dissenso nei confronti della riforma costituzionale sull’ordinamento giudiziario, definita “una riforma della magistratura, non della giustizia, che porterà solo effetti negativi per i cittadini”.
Sciopero e sensibilizzazione
Tra le iniziative più rilevanti della mozione approvata dall’assemblea spicca la proclamazione di “una o più giornate di sciopero” per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli della riforma, in relazione all’iter parlamentare del disegno di legge costituzionale.
L’Anm prevede anche l’istituzione di un comitato operativo per la difesa della Costituzione, aperto a rappresentanti dell’avvocatura, dell’università e della società civile, indipendente da ogni influenza politica. Questo comitato avrà l’obiettivo di informare i cittadini e organizzare una manifestazione nazionale in un luogo istituzionale significativo, subito dopo la prima approvazione della riforma.
Proteste e strategie
La mozione include ulteriori azioni:
- Proteste simboliche in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025.
- Incontri e sinergie con le altre magistrature.
- Rafforzamento della strategia comunicativa attraverso esperti del settore.
- Coinvolgimento delle istituzioni europee per monitorare l’indipendenza della magistratura e, se necessario, attivare procedure di infrazione.
L’assemblea ha invitato la Giunta esecutiva centrale a stanziare le risorse necessarie per realizzare queste iniziative.
Santalucia contro Meloni: “Paternalismo non richiesto”
Il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, ha risposto duramente alle dichiarazioni del premier Giorgia Meloni, che aveva definito la separazione delle carriere una “riforma necessaria per tutelare i magistrati e i cittadini”.
“Non abbiamo bisogno di paternalismo. Il governo autonomo è una caratteristica della magistratura. Servono buone leggi e risorse adeguate, non che ci si liberi da qualcosa o qualcuno”, ha dichiarato Santalucia, sottolineando che l’associazionismo tra magistrati è vivo e vitale, come dimostrato dall’ampia partecipazione di oggi, inclusi molti giovani magistrati.
Un clima teso
La partecipazione straordinaria all’assemblea, secondo l’Anm, riflette il clima di tensione che si respira nei tribunali italiani, in particolare riguardo al tema della separazione delle carriere, che molti magistrati considerano una minaccia all’autonomia e all’indipendenza del sistema giudiziario.
Un dibattito che si preannuncia acceso, con l’Anm pronta a mobilitarsi su tutti i fronti per difendere l’ordinamento giudiziario e la Costituzione.
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