Il sistema italiano di prevenzione del riciclaggio non è mai stato così sollecitato. Secondo il Quaderno statistico pubblicato il 14 luglio dall’Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, nel primo semestre del 2026 sono arrivate 90.200 segnalazioni di operazioni sospette (SOS), il valore semestrale più alto mai registrato, con una crescita dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. E non si tratta solo di flussi in entrata: anche le segnalazioni analizzate hanno toccato il massimo storico, 90.049 unità, in aumento del 10,7%.
Il dato conferma una traiettoria ormai consolidata: il 2025 si era chiuso con 162.058 SOS, record annuale assoluto, spinto soprattutto dal settore bancario e dall’operatività di alcune banche telematiche. Ed è proprio l’attività di due banche online a trainare anche la crescita del primo semestre 2026.
Chi segnala di più (e chi di meno)
Banche e Poste restano il pilastro della collaborazione attiva, con 55.653 segnalazioni: il 61,7% del totale, in crescita rispetto al 56,5% di un anno prima. In direzione opposta gli altri intermediari finanziari, scesi a 16.738 SOS (-11,1%): la contrazione riguarda in particolare gli istituti di moneta elettronica, le imprese assicurative e gli intermediari ex art. 106 TUB, mentre gli istituti di pagamento restano stabili.
Il dato più eclatante arriva però dai soggetti non finanziari: gli operatori del commercio di oro e preziosi hanno quasi triplicato le segnalazioni, passate da 1.439 a 3.805 (+164,4%), con un incremento anche per il settore della custodia e trasporto valori. Un segnale che merita attenzione, perché fotografa lo spostamento di flussi opachi verso canali di conversione in beni rifugio.
Professionisti in lieve calo, notai sempre in prima linea
Per il mondo delle professioni il quadro è di sostanziale tenuta: le SOS dei professionisti calano del 2,8%, e all’interno della categoria i notai si confermano di gran lunga la componente più attiva, con 4.883 segnalazioni. Numeri che ribadiscono una asimmetria storica del sistema: il contributo di avvocati e commercialisti alla collaborazione attiva resta marginale rispetto al ruolo notarile, nonostante gli obblighi antiriciclaggio gravino su tutte le categorie. In flessione anche <cite index=”21-1″>i prestatori di servizi di gioco, passati da 6.417 a 5.344 segnalazioni (-16,7%)</cite>, mentre la Pubblica amministrazione si ferma a 247 SOS.
Sul piano territoriale nulla di nuovo: Milano, Roma e Napoli concentrano da sole quasi un terzo delle segnalazioni nazionali.
Importi in crescita: 61 miliardi intercettati
Cresce anche la dimensione economica del fenomeno: il valore delle operazioni segnalate sfiora i 61 miliardi di euro, contro i 53 miliardi del primo semestre 2025. Un incremento che testimonia non solo più segnalazioni, ma segnalazioni su operatività di peso maggiore.
La novità per i professionisti: le nuove Istruzioni UIF
C’è infine un elemento di contesto che i professionisti obbligati non possono ignorare: dal 1° luglio 2026 sono applicabili le nuove Istruzioni UIF per la rilevazione e la segnalazione delle operazioni sospette, emanate il 18 dicembre 2025, che sostituiscono il provvedimento del 2011. Il nuovo impianto esclude automatismi segnaletici, pretende un processo valutativo effettivo e non meramente formale, e valorizza la figura del referente SOS e i requisiti di chiarezza, completezza, tempestività e riservatezza della segnalazione.
In altre parole: proprio mentre i volumi toccano il massimo storico, alla quantità la UIF chiede di affiancare la qualità. Per studi legali e notarili è il momento di verificare l’adeguatezza delle proprie procedure interne: il prossimo semestre dirà se il record è destinato a essere ritoccato ancora.
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