Durante l’udienza del processo per l’omicidio di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori del ricercatore ucciso in Egitto, ha dichiarato che “l’Egitto non è un paese sicuro” e che, secondo quanto emerso, anche le persone vicine a Giulio avrebbero contribuito a creare una “ragnatela” intorno a lui. La dichiarazione è arrivata al termine dell’audizione della “teste Beta”, una cittadina tedesca che viveva con Regeni. La donna ha raccontato che, poco prima di Natale del 2015, un presunto agente dei servizi segreti egiziani si presentò alla sua porta chiedendo una copia del passaporto di Giulio. Un coinquilino di Regeni, dopo aver scambiato il telefono con l’agente, non riferì l’incidente a Giulio, ma gli disse che gli stranieri dovevano fornire i documenti e presentarsi alla polizia. La donna ha anche ipotizzato che l’agente avesse un sospetto su Giulio, suggerendo che avesse fatto qualcosa di “sospetto”.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Cassazione: anche gli agriturismi di lusso sono immobili rurali
La decisione, sancita con la sentenza n. 22674/2024, chiarisce un principio fondamentale in tema di classificazione catastale, con implicazioni significative per il settore agricolo e…
Giovani: in 10 anni crollati di 750mila unità, quasi tutti al sud
Una curiosità: nel 1943, il numero delle nascite in Italia era più che doppio rispetto a quello attuale. Ma la crisi demografica interessa una buona…
Giustizia digitale, nessun salto nel buio: la transizione passa dalla sicurezza
Il Ministero conferma una transizione graduale al processo penale telematico, tra flessibilità operativa e monitoraggio tecnologico

