20 Aprile 2026 - Fisco

Pagamenti ai professionisti, controlli fiscali senza soglie dal 15 giugno

Scattano verifiche automatiche su ogni compenso della Pa: stop al limite minimo e prelievo diretto in caso di debiti fiscali

Dal 15 giugno 2026 cambia in modo significativo il sistema dei controlli fiscali sui pagamenti effettuati dalla pubblica amministrazione ai professionisti. La novità introduce un meccanismo di verifica preventiva obbligatoria per qualsiasi importo, eliminando di fatto le soglie minime che in passato limitavano l’attivazione dei controlli.

La misura, prevista dalla legge di fine 2025, amplia l’ambito applicativo delle verifiche già note in materia di riscossione, includendo espressamente anche i compensi per prestazioni professionali. Rientrano nel nuovo perimetro anche le somme liquidate nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, con un impatto diretto su una platea ampia di operatori.

Il cambiamento più rilevante riguarda la procedura operativa. In presenza di debiti fiscali non saldati, non si applica più il meccanismo di sospensione del pagamento in attesa di eventuali azioni esecutive. L’amministrazione è invece tenuta a trattenere immediatamente le somme dovute, versandole all’agente della riscossione fino a copertura del debito. Solo l’eventuale residuo viene corrisposto al professionista.

Per gli uffici amministrativi e contabili della Pa si apre una fase più complessa sotto il profilo gestionale. Le verifiche dovranno essere effettuate sistematicamente su ogni mandato di pagamento, senza distinzione di importo, con un conseguente aumento degli adempimenti anche per operazioni di valore contenuto.

Il nuovo regime si applicherà a tutti i pagamenti disposti dopo la data di entrata in vigore, a prescindere dal momento in cui è stata emessa la fattura o svolta la prestazione. Questo significa che anche compensi relativi ad attività pregresse saranno soggetti alle nuove regole se liquidati successivamente.

Il quadro complessivo evidenzia inoltre una differenziazione crescente tra le diverse categorie di creditori della Pa. Per i lavoratori dipendenti restano in vigore soglie e condizioni specifiche, mentre per le imprese continuano ad applicarsi i limiti previsti dalla disciplina ordinaria. I professionisti, invece, si trovano ora esposti a controlli integrali e a un possibile recupero immediato delle somme dovute al fisco.

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