Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si è espresso sul caso Toti, governatore della Liguria, attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Durante la sua partecipazione alla trasmissione televisiva “Quarta Repubblica”, Nordio ha dichiarato: «Stiamo seguendo una situazione, che ha molte anomalie, con estrema attenzione e alla fine valuteremo quello che dovrà essere fatto».
Nordio ha risposto alle domande riguardanti la possibile invio di ispettori al tribunale di Genova: «Un amministratore e un politico ha il diritto e dovere di restare al suo posto fino alla sentenza definitiva».
Nel frattempo, il legale di Toti, Stefano Savi, ha criticato duramente le motivazioni del Tribunale del Riesame di Genova, che ha confermato la misura cautelare per Toti. Savi ha descritto tali motivazioni come «irragionevoli e illogiche», basate su una visione «medioevale» dell’interrogatorio, secondo cui Toti avrebbe dovuto «confessare».
Nel ricorso in Cassazione, composto di quaranta pagine, l’avvocato Savi ha stigmatizzato quella che ha definito una «malcelata considerazione del diritto processuale penale in termini squisitamente inquisitori» da parte dei magistrati liguri. La decisione del Riesame di mantenere Toti agli arresti domiciliari è stata motivata dal rischio di reiterazione del reato, non solo in contesti elettorali specifici, come le elezioni Europee e Regionali del 2025, ma in qualsiasi «competizione elettorale di sorta».
Secondo i giudici, Toti potrebbe replicare le condotte considerate «illecite» in vari contesti, ma tali scenari sono stati definiti dal legale come «astratti» e «vaghi», insufficienti a soddisfare i requisiti di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione necessari per le esigenze cautelari: «Così il pericolo viene legato a qualsivoglia possibile circostanza nella quale Toti possa entrare in contatto con un interesse privatistico».
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