3 Settembre 2025 - ATTUALITA' | Le proteste

L’Italia rischia la paralisi: l’estrema sinistra e i sindacati minacciano di bloccare i porti in solidarietà con la “Flottiglia per Gaza”

Centri sociali, collettivi e sigle sindacali come l'Adl Cobas annunciano "azioni dirette" e mobilitazioni a sostegno della Flottiglia. La tensione sale in vista dell'autunno, con la parola d'ordine "se non fermano il genocidio, fermeremo il Paese"

ROMA – L’Italia rischia un “autunno caldo”, segnato da proteste e azioni dirompenti. La mobilitazione per la “Flottiglia per Gaza”, l’insieme di imbarcazioni che cercano di forzare il blocco navale israeliano per portare aiuti alla Striscia, sta diventando il punto di convergenza per un’ampia galassia di movimenti di sinistra, centri sociali e sindacati. L’obiettivo dichiarato è uno: bloccare il Paese.

Le minacce dal Nord-Est

La tensione si concentra in particolare sui porti. Collettivi antagonisti del Nord-Est, tra cui il centro sociale “Pedro” (storicamente legato alla figura di Luca Casarini) e il sindacato Adl Cobas, hanno lanciato un chiaro avvertimento: se le navi dirette a Gaza dovessero essere fermate, loro “si mobiliteranno per bloccare il porto di Venezia”.

Questa “azione diretta” si inserisce in un clima di crescente ostilità. I movimenti, reduci da manifestazioni come quella al Lido di Venezia, che definiscono “una straordinaria dimostrazione di forza collettiva” contro lo “Stato genocida di Israele”, sono pronti ad alzare il tiro. La parola d’ordine è la “disobbedienza”.

Mobilitazione a 360 gradi

La protesta non si limita ai porti. La propaganda pro-Palestina si sta diffondendo anche nelle università e nelle scuole. Per la giornata di domani, il collettivo giovanile “Cambiare Rotta” ha lanciato un appello alla mobilitazione generale di studenti e professori a sostegno della Flottiglia. A Roma, sono già stati annunciati blitz e sit-in nei rettorati degli atenei di Roma Tre, Tor Vergata e La Sapienza, oltre che all’Ufficio scolastico regionale. L’obiettivo, ancora una volta, è lo stesso: “se non fermano il genocidio, fermeremo il Paese”.

Le voci della protesta trovano risonanza anche in ambienti accademici. L’attivismo a favore della causa palestinese vede tra le sue fila figure di spicco come il rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, che non esita a definire il conflitto “un genocidio made in Italy”.


LEGGI ANCHE

corsi online cnf

Cassa Forense, Formazione obbligatoria: nuovi corsi gratuiti disponibili online

Cassa Forense aggiunge nuovi corsi nella piattaforma e-learning (FAD) che permettono l’acquisizione di crediti formativi, ordinari e deontologici, online, gratuitamente e 24 ore su 24.…

Manovra 2026: l’UNCC contro la nuova burocrazia per gli avvocati

Per il presidente Alberto Del Noce, la norma che impone ulteriori certificazioni ai professionisti “duplica controlli già nelle mani della Pubblica Amministrazione e contraddice la…

pignoramenti più veloci

Istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Equo Compenso

Il Ministero della Giustizia ha istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Equo Compenso, previsto dalla legge n. 49 del 21 aprile 2023. L’Osservatorio avrà il compito di vigilare…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto