15 Settembre 2025 - STUDI PROFESSIONALI | Trasparenza e responsabilità

L’avvocato digitale: formazione obbligatoria e nuovi rischi con l’AI

Il regolamento europeo sull’AI introduce vincoli stringenti per chi sviluppa e utilizza sistemi intelligenti. Formazione, trasparenza e responsabilità legale diventano pilastri imprescindibili per avvocati, consulenti e studi tecnici

L’intelligenza artificiale è entrata stabilmente negli studi professionali, dagli avvocati ai consulenti fiscali, dagli ingegneri agli architetti. Le potenzialità sono enormi, ma insieme alle opportunità crescono anche i rischi: tecnici, giuridici, etici e reputazionali. Il messaggio che arriva dall’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, è chiaro: non si tratta solo di usare nuovi strumenti, ma di costruire una cultura digitale consapevole, capace di comprendere il funzionamento degli algoritmi e di rispettare un quadro normativo complesso.

Formazione obbligatoria: tre dimensioni da conoscere

Il regolamento europeo stabilisce di fatto un obbligo formativo per fornitori e utilizzatori di sistemi di AI. La formazione dovrà coprire tre aree fondamentali:

  • Tecnica: capire come funzionano gli algoritmi, riconoscere bias e limiti del machine learning.
  • Giuridica: conoscere le regole di AI Act, GDPR e normative nazionali, comprese le responsabilità per eventuali violazioni.
  • Etica: prevenire discriminazioni, garantire equità e tutelare la dignità delle persone.

Per i professionisti significa non accettare passivamente le soluzioni tecnologiche, ma valutarne criticamente l’impatto, documentando scelte e conseguenze.

Trasparenza verso clienti e utenti

Altro principio cardine dell’AI Act è la trasparenza. Chi sviluppa o fornisce sistemi di intelligenza artificiale deve spiegare in modo chiaro obiettivi, logiche di addestramento e rischi connessi. Gli studi professionali che adottano queste tecnologie devono a loro volta informare i clienti, rendendoli consapevoli del modo in cui i loro dati vengono trattati.

Il Parlamento italiano, con il disegno di legge sull’intelligenza artificiale in discussione, introduce un ulteriore passo: l’obbligo di informativa preventiva al cliente sull’uso di strumenti di AI. Un vincolo che si affianca alla necessità di mantenere un rapporto fiduciario basato sulla massima chiarezza.

La responsabilità non si delega al fornitore

L’utilizzo di piattaforme sviluppate da terzi non solleva gli studi dalle proprie responsabilità. Al contrario, la fase pre-contrattuale diventa cruciale: bisogna analizzare documentazione tecnica e contrattuale, verificare il livello di rischio del sistema (minimo, limitato, alto o inaccettabile), controllare le misure di cybersecurity adottate e chiedere al fornitore test documentati su bias e discriminazioni.

La conformità al GDPR è un altro tassello obbligato: serve valutare se il trattamento dei dati è lecito, effettuare una DPIA (valutazione d’impatto sulla protezione dei dati) quando necessario e verificare che l’anonimizzazione sia reale e dimostrabile.

Articoli simili

L’IA entra nel radar dei controlli finanziari: 12 regole per governare i rischi

Il Financial Stability Board pubblica il rapporto definitivo per integrare l’intelligenza artificiale nei sistemi di governance, gestione dei rischi e controllo degli istituti finanziari

Sentenze in vendita a Lecce: un avvocato tra i sei indagati

Chiuse le indagini della Guardia di Finanza: pagamenti in cambio di decisioni giudiziarie favorevoli, legami con la criminalità organizzata e richieste di custodia cautelare per…

Evasione IVA, l’Agenzia delle Entrate spedisce le prime 1.400 lettere: 60 giorni per pagare o rischia il ruolo

Le comunicazioni colpiscono chi ha emesso fatture elettroniche o corrispettivi telematici nel 2022 senza presentare la dichiarazione IVA: niente rateizzazione, solo pagamento in unica soluzione…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto