L’intelligenza artificiale torna al centro del dibattito istituzionale italiano con un intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, che ha sostenuto la necessità di una regolamentazione globale dell’AI.
Il tema indicato non riguarda soltanto l’utilizzo degli strumenti generativi. Secondo Barachini, tra i rischi da affrontare ci sono anche le interferenze nei processi democratici, la protezione dei dati personali e la gestione delle informazioni sensibili.
Nel suo intervento viene citato anche il tema delle interferenze straniere nelle consultazioni elettorali. Barachini richiama i casi della Romania e dell’Islanda e riferisce che sono in corso attività con Agcom e strutture della cybersecurity per individuare possibili regole.
Un altro punto riguarda la sovranità dei dati. Barachini sottolinea in particolare la necessità di una maggiore protezione dei dati sanitari e personali, collocando il problema all’interno di uno scenario che definisce di “guerra ibrida”.
Per gli studi legali il tema assume una rilevanza diretta: l’utilizzo professionale dell’AI implica infatti interrogativi sulla gestione dei dati riservati, sulla sicurezza delle informazioni inserite nei sistemi e sulla responsabilità derivante dall’impiego di strumenti automatizzati.
La discussione istituzionale arriva mentre l’AI sta entrando rapidamente anche nei processi di ricerca e produzione giuridica. Per gli avvocati, la questione non è quindi soltanto quali strumenti utilizzare, ma quali garanzie debbano accompagnarne l’utilizzo quando sono coinvolti dati personali, informazioni riservate e attività professionali regolamentate.
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