Con la sentenza n. 41528 del 12 novembre 2024, la Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per valutare la legittima difesa reale o putativa e l’eccesso colposo. Per invocare questa scriminante, il giudizio deve basarsi su una valutazione “ex ante”, tenendo conto delle specifiche circostanze del caso. Il giudice deve quindi considerare sia le modalità del singolo episodio sia i fatti precedenti che possono aver influenzato la percezione di pericolo imminente.
Il caso concreto
Nel caso in esame, F.E., coinvolta in continui contrasti di vicinato, ha utilizzato spray urticante contro A.M. dopo che quest’ultima si era introdotta nel suo giardino e si era impossessata di un tubo di irrigazione. La Corte d’Appello di Venezia ha parzialmente modificato la sentenza di primo grado, ma l’imputata ha ricorso in Cassazione, sostenendo che le sue azioni rientrassero nella legittima difesa.
La sentenza
La Cassazione ha confermato che per applicare l’esimente della legittima difesa è necessario un grave e attuale stato di pericolo. Lo stato di “grave turbamento” dell’agente, che può giustificare una reazione di difesa, deve derivare dalla situazione pericolosa e non da cause preesistenti.
Articoli simili
Legittima difesa, la reazione non può essere preventiva
Con la sentenza n. 27404/2026 la Quinta Sezione penale annulla un'assoluzione per minaccia: senza un pericolo attuale e inevitabile la scriminante non opera, e il…
Bit e mimetiche: la Difesa entra nella guerra cyber
Nasce lo spazio cibernetico nazionale e il Capo di Stato maggiore diventa autorità cyber, ma le competenze di ACN, Polizia postale e intelligence restano intatte
Difesa a rischio nullità: senza la delibera, l’avvocato di libero foro resta fuori dal processo
La Corte di giustizia tributaria del Lazio richiama l'Agenzia della Riscossione: l'incarico a un legale del libero foro richiede una specifica motivazione. In mancanza, il…

