La Camera Arbitrale di Milano (CAM) ha ufficialmente acquisito lo status di Società Benefit, diventando la prima istituzione arbitrale italiana a integrare la sostenibilità e l’impatto sociale nella propria mission. Un traguardo che rafforza il suo impegno nella semplificazione della giustizia per le imprese, nella promozione dell’Alternative Dispute Resolution (ADR), nella parità di genere e nel supporto al risanamento aziendale.
Con questo passo, la CAM si distingue non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Infatti, nessuna delle principali istituzioni arbitrali mondiali – dal SCC Arbitration Institute in Svezia alla London Court of International Arbitration (LCIA) nel Regno Unito, fino all’American Arbitration Association (AAA) negli Stati Uniti – ha ancora adottato questa configurazione giuridica.
Il fenomeno delle Società Benefit in crescita
Il modello delle Società Benefit è in forte espansione in Italia. A fine 2024, si contavano 4.593 aziende con questa qualifica, con un aumento del 75% in tre anni. La Lombardia guida la classifica con 1.500 realtà (32,6% del totale nazionale), di cui oltre 1.000 solo a Milano. Tra i settori più coinvolti ci sono le attività professionali, scientifiche e tecniche, i servizi di informazione e comunicazione e il commercio.
“Essere la prima Camera Arbitrale a diventare Società Benefit – ha dichiarato Stefano Azzali, Direttore Generale di CAM – rappresenta per noi un naturale punto di approdo, ma anche un nuovo punto di partenza. Da sempre CAM opera come civil servant, con un ruolo chiave a beneficio dell’economia, del territorio e delle imprese, semplificando la macchina della giustizia e promuovendo strumenti di risoluzione delle controversie più efficienti e sostenibili.”
Gli obiettivi per il 2025
La trasformazione della CAM in Società Benefit non è solo un cambiamento formale, ma una scelta strategica che prevede azioni concrete in diversi ambiti:
- Ambiente: misurazione dell’impronta di carbonio della sede di Palazzo Turati a Milano e definizione di una strategia di decarbonizzazione.
- Comunità: attivazione di programmi di volontariato sociale coinvolgendo almeno il 75% del personale.
- Dipendenti: promozione della transizione scuola-lavoro con l’attivazione di almeno quattro tirocini.
- Governance: aumento della partecipazione dei dipendenti attraverso almeno tre iniziative di coinvolgimento.
- Stakeholder: garanzia di un equilibrio di genere tra il 40% e il 60% nelle nomine degli arbitri e dei mediatori.
Con questa nuova veste, la Camera Arbitrale di Milano non solo consolida il suo ruolo di leader nel settore dell’arbitrato, ma si fa promotrice di un modello di giustizia più sostenibile, equo e inclusivo, aprendo la strada a una nuova era dell’ADR in Italia e nel mondo.
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