28 Agosto 2026 - La candidatura

Intelligenza artificiale, Milano punta a diventare sede della governance etica dell’ONU

Prende forma la proposta di candidare il capoluogo lombardo a ospitare un futuro organismo delle Nazioni Unite dedicato all’intelligenza artificiale responsabile

Milano potrebbe entrare nella competizione internazionale per ospitare un futuro organismo delle Nazioni Unite dedicato alla governance etica dell’intelligenza artificiale. L’ipotesi, avanzata nei mesi scorsi dall’American Chamber of Commerce in Italy (AmCham Italy), sta progressivamente assumendo i contorni di una vera e propria candidatura.

A imprimere nuovo slancio all’iniziativa è arrivato un primo riscontro istituzionale. Simone Crolla, managing director di AmCham Italy, ha riferito che il gabinetto del ministro degli Esteri Antonio Tajani avrebbe valutato positivamente la proposta, considerandola concretamente percorribile. Il tema è stato affrontato anche negli Stati Uniti nell’ambito di un incontro con Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite.

L’obiettivo è ambizioso: fare di Milano uno dei luoghi nei quali costruire le future regole internazionali sull’intelligenza artificiale, in una fase in cui la diffusione dei sistemi di AI sta rendendo sempre più urgente la definizione di principi condivisi su sicurezza, trasparenza, responsabilità e tutela dei diritti.

Dalla proposta a una candidatura internazionale

Il progetto era stato presentato da AmCham Italy a luglio attraverso un documento programmatico. Il passaggio successivo consiste ora nella costruzione di una rete di sostegno sufficientemente ampia da trasformare l’idea in una vera “Host City Proposal” da sottoporre, al momento opportuno, alle Nazioni Unite.

L’intenzione dei promotori è infatti quella di superare la dimensione della singola associazione e creare un comitato capace di riunire mondo imprenditoriale, società civile, università e ricerca.

Tra i primi soggetti che hanno manifestato sostegno figura Assolombarda. Particolarmente significativa è inoltre l’adesione personale di Silvio Savarese, Chief Scientist Officer per l’intelligenza artificiale di Salesforce e unico italiano presente nell’Advisory Board delle Nazioni Unite sull’AI.

Il suo appoggio, pur non rappresentando formalmente una posizione della società statunitense, potrebbe contribuire ad accrescere la visibilità internazionale dell’iniziativa e a costruire collegamenti con l’ecosistema tecnologico della Silicon Valley.

I promotori puntano infatti a coinvolgere altre personalità di primo piano dell’intelligenza artificiale mondiale e leader delle principali aziende impegnate nello sviluppo dei nuovi modelli, tra i quali anche Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic.

Milano come ponte tra tecnologia, regole e diritti

La candidatura avrebbe una portata che va oltre l’opportunità di ospitare una nuova istituzione internazionale. In gioco c’è il possibile posizionamento dell’Italia nel dibattito globale sulle regole destinate a governare una tecnologia che sta modificando economia, lavoro, professioni e organizzazione sociale.

L’Europa ha già scelto di intervenire attraverso una disciplina organica dell’intelligenza artificiale con l’AI Act. La prospettiva di un organismo delle Nazioni Unite sposterebbe però il confronto su un piano ancora più ampio: quello della costruzione di standard e principi condivisi a livello globale, capaci di mettere in relazione innovazione tecnologica, sviluppo economico e tutela dei diritti fondamentali.

Proprio Milano, grazie alla concentrazione di università, imprese, finanza, ricerca e competenze digitali, viene proposta come possibile luogo di incontro tra la tradizione regolatoria europea e i grandi centri internazionali dell’innovazione.

I prossimi passaggi

Una prima occasione per portare il progetto all’attenzione della diplomazia internazionale potrebbe arrivare già a settembre, durante la High-Level Week dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’obiettivo sarebbe quello di inserire progressivamente la proposta nel confronto politico e istituzionale sull’intelligenza artificiale.

Il passaggio decisivo, tuttavia, potrebbe coincidere con l’elezione del prossimo Segretario generale dell’ONU, prevista nel 2027. Sarà quella la fase nella quale potrebbero aprirsi eventuali percorsi formali all’interno dell’organizzazione.

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