Il Senato ha approvato con 85 voti favorevoli, 42 contrari e nessun astenuto il disegno di legge delega sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento, ora all’esame della Camera, stabilisce i principi generali per l’uso dell’AI nel rispetto dei diritti fondamentali, della libertà e della democrazia. Particolare attenzione è riservata all’ambito giudiziario, dove il testo prevede l’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale negli uffici giudiziari ma vieta l’impiego di algoritmi per decisioni su interpretazione della legge, valutazione delle prove e adozione dei provvedimenti.
AI e giustizia: sperimentazione sotto il controllo del Ministero
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore giustizia sarà supervisionato dal Ministero della Giustizia, che avrà il compito di definire le modalità di sperimentazione, in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale e l’Agenzia per la Cybersicurezza. Il testo esclude categoricamente l’uso dell’AI in attività che incidano direttamente sulla decisione dei magistrati, ribadendo il primato umano nelle valutazioni giuridiche.
AI nelle indagini preliminari: tra innovazione e diritti di difesa
Il governo sarà chiamato a regolamentare l’uso degli algoritmi nelle indagini preliminari, garantendo il rispetto delle garanzie costituzionali, del diritto di difesa e della protezione dei dati personali. La trasparenza e la tracciabilità degli strumenti AI saranno principi cardine per evitare abusi o discriminazioni.
Riforma del Codice penale: nuove fattispecie di reato legate all’AI
Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, il governo dovrà modificare il Codice penale introducendo nuovi reati connessi all’uso illecito dell’intelligenza artificiale. Saranno punite le condotte che, attraverso l’uso di algoritmi, possano mettere a rischio la sicurezza pubblica o lo Stato. Sarà inoltre introdotto il principio del “controllo umano significativo”, per stabilire il grado di responsabilità nelle decisioni prese con il supporto dell’AI.
Dati sensibili e cybersicurezza: server italiani per l’AI pubblica
Per proteggere la sovranità digitale, il ddl prevede che i sistemi AI destinati a uso pubblico siano installati su server situati in Italia, con l’unica eccezione per quelli utilizzati in operazioni militari all’estero. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale vedrà ampliati i propri poteri per monitorare la sicurezza delle infrastrutture AI.
Prossimi passi: il voto alla Camera
Il provvedimento dovrà ora essere esaminato da Montecitorio. Se approvato, darà il via a una regolamentazione strutturata dell’intelligenza artificiale in Italia, ponendo particolare attenzione alle sue applicazioni in ambito giudiziario, alla tutela dei diritti fondamentali e alla sicurezza dei dati.
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