Minacce di morte, intimidazioni sui social e un clima di tensione crescente. È il prezzo che l’avvocata Alessandra Ballerini, difensore della famiglia di Giulio Regeni, si trova a pagare per l’esercizio del suo ruolo in uno dei processi più delicati e simbolici della storia giudiziaria recente del nostro Paese. Un prezzo che, secondo l’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI), non può e non deve diventare prassi, soprattutto in un contesto già fortemente segnato da pressioni mediatiche e risvolti politici.
L’allarme arriva direttamente dalla Giunta dell’UCPI e dagli Osservatori sull’Avvocato minacciato e sulla Difesa d’ufficio, che da tempo seguono con attenzione il procedimento in corso a Roma nei confronti dei quattro imputati — tutti irreperibili — accusati del sequestro, delle torture e dell’uccisione di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano rapito al Cairo nel 2016.
Una denuncia che scuote le istituzioni forensi
Secondo quanto riportato da un quotidiano nazionale, l’avvocata Ballerini è nel mirino di un sedicente cittadino egiziano che da maggio le rivolge minacce e insulti attraverso i social media. Le intimidazioni sembrano legate esclusivamente al suo impegno nel rappresentare i familiari della vittima, costituitisi parte civile nel processo.
«Un’aggressione organizzata, reiterata e particolarmente intensa — scrive l’UCPI nel comunicato del 16 luglio — che impone una condanna netta e senza ambiguità». La preoccupazione dei penalisti italiani riguarda non solo l’incolumità della professionista, ma anche la tenuta della funzione difensiva, che rischia di essere condizionata da un clima di paura, alimentato da processi mediatici e da una esposizione eccessiva dei soggetti coinvolti.
Solidarietà e richiesta di azione rapida
L’Unione, pur ribadendo le perplessità giuridiche già espresse in merito al processo instaurato in base alla sentenza costituzionale n. 192/2023 — che ha permesso di procedere contro imputati formalmente non a conoscenza del giudizio — non intende arretrare nella difesa del ruolo dell’avvocato in aula.
Da qui l’appello alle autorità inquirenti affinché si attivino rapidamente per garantire alla Collega le condizioni minime di sicurezza, indispensabili per il proseguimento del suo delicato mandato. L’avv. Ballerini, da parte sua, ha già sporto denuncia ed è determinata a non farsi intimidire: “Non mi fermerò”, ha dichiarato pubblicamente.
Un simbolo di resistenza legale
Alessandra Ballerini è da anni in prima linea nella battaglia per ottenere verità e giustizia per Giulio Regeni. Una battaglia che ha assunto nel tempo una forte carica simbolica, rendendola figura scomoda per chi teme il potere del diritto. L’UCPI ne riconosce il coraggio e ribadisce che ogni toga minacciata è una ferita inferta allo Stato di diritto.
«Oggi è Alessandra, domani potrebbe essere chiunque di noi», sottolineano i penalisti, rilanciando un messaggio forte: nessuno deve essere lasciato solo quando esercita con onore la difesa dei diritti.
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