13 Giugno 2025 - ATTUALITA' | Infrastrutture e digitalizzazione

Identità digitale, l’Italia corre: superati i 17 milioni di CIE e 9 milioni di documenti su It Wallet

Il sottosegretario all'Innovazione Butti fa il punto sui risultati raggiunti con due anni di anticipo rispetto agli obiettivi del PNRR. Crescono le infrastrutture digitali, il ruolo dello Stato in TIM e l’attenzione sulle reti critiche.

L’Italia accelera sulla digitalizzazione e centra in anticipo i traguardi fissati dal PNRR per l’identità digitale. Lo conferma il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, che ha illustrato i numeri del settore: oltre 17 milioni di carte d’identità elettroniche rilasciate, più di 9 milioni di documenti caricati su It Wallet e una forte crescita dei download dell’app CIE ID, passati a 5,3 milioni. Anche gli enti che consentono l’accesso con CIE sono più che raddoppiati, superando quota mille.

«L’Italia oggi è tra i Paesi più avanzati d’Europa su questo fronte — ha dichiarato Butti — e possiamo contare su una delle piattaforme più potenti del continente». Il sottosegretario ha sottolineato come la CIE offra maggiori garanzie rispetto allo SPID: è gratuita, più sicura e gestita direttamente dallo Stato. Inoltre, integra mondo fisico e digitale con un’identità ufficiale valida anche offline.

Accanto alla CIE, il governo ha puntato su It Wallet, già attivo per 5 milioni di italiani. Recentemente è stato rilasciato un aggiornamento che consente di utilizzare i documenti anche senza connessione internet. L’Italia, ha ricordato Butti, ha un ruolo centrale nei progetti europei sull’identità digitale interoperabile.

Intanto è arrivato anche il via libera alla registrazione della Corte dei Conti sulla convenzione che sblocca 40 milioni di euro destinati agli identity provider SPID. Proprio oggi, AgID e i gestori si incontrano per discutere le nuove modalità operative.

Sul tavolo del governo restano però dossier complessi, in particolare quello delle reti di telecomunicazioni. Dopo l’ingresso dello Stato in TIM come primo azionista, il settore è in fermento. «Serve superare una visione settoriale e lavorare su una filiera integrata — ha spiegato Butti — anche perché le nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale al cloud fino alle reti quantistiche, stanno ridisegnando il futuro delle comunicazioni».

A breve, infatti, sarà presentata una strategia nazionale sulla tecnologia quantistica, con applicazioni nella sicurezza informatica, nella crittografia post-quantum e nella distribuzione delle chiavi crittografiche. Un futuro che, come osserva il sottosegretario, «sembra fantascienza, ma è già dietro l’angolo».


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