Il percorso di trasformazione digitale della giustizia e della pubblica amministrazione entra in una nuova fase, segnata da interventi normativi che puntano a coniugare innovazione e continuità operativa. Tra le novità più rilevanti emerge l’evoluzione dell’IT Wallet, il portafoglio digitale destinato a diventare uno strumento centrale per l’identità e i servizi del cittadino.
La proposta governativa amplia significativamente la platea degli utilizzatori: anche i minorenni potranno accedere al servizio, in alcuni casi senza necessità di autorizzazione da parte dei genitori, salvo le ipotesi in cui la legge richieda espressamente un intervento della responsabilità genitoriale. Una scelta che segna un cambio di paradigma nella gestione dell’identità digitale, rendendola progressivamente più autonoma e diffusa.
Parallelamente, il sistema è destinato a crescere rapidamente. Se oggi il portafoglio digitale consente l’inserimento di un numero limitato di documenti, nel giro di un anno tutte le amministrazioni pubbliche saranno chiamate ad adeguare i propri servizi. L’obiettivo è ambizioso: superare le duecento credenziali disponibili, includendo titoli di studio, certificazioni, attestazioni di residenza, iscrizioni elettorali e documentazione Isee. Tra le innovazioni più significative anche la possibilità di dimostrare la maggiore età senza condividere dati personali sensibili e l’introduzione della tessera elettorale digitale, che si affiancherà a quella tradizionale.
Accanto alla spinta verso la digitalizzazione, il legislatore interviene anche per gestire la fase di transizione. In ambito penale, viene infatti prevista una norma di salvaguardia che consente al procuratore generale presso la Corte d’appello di continuare a depositare l’atto di appello in formato cartaceo fino al completamento dell’informatizzazione degli uffici giudiziari. Una soluzione pragmatica, che riconosce le difficoltà operative ancora presenti nel passaggio al processo penale telematico.
Le modifiche introdotte non si limitano al processo penale. La giustizia tributaria viene riorganizzata su base territoriale, con tre direzioni individuate a Milano, Roma e Napoli, ciascuna competente rispettivamente per Nord, Centro e Sud. Una redistribuzione che punta a migliorare il coordinamento e l’efficienza amministrativa.
Novità anche per i professionisti, che potranno iscriversi all’Albo nazionale dei gestori ambientali per svolgere attività di raccolta e trasporto dei rifiuti non pericolosi prodotti nell’ambito della propria attività, entro i limiti previsti dalla normativa. Si tratta di un’apertura che riconosce l’evoluzione delle professioni e la necessità di adattare le regole ai nuovi modelli operativi.
Infine, viene rafforzato il ruolo della Commissione parlamentare per la semplificazione, chiamata non solo a monitorare l’attuazione delle misure legate al Pnrr, ma anche a formulare proposte e a redigere una relazione annuale sui processi di semplificazione normativa e amministrativa.
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