La giustizia italiana supera uno dei passaggi più delicati del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel Country Report pubblicato dalla Commissione europea, il settore riceve infatti una valutazione positiva per i risultati ottenuti sul fronte dell’efficienza, della riduzione dell’arretrato e della digitalizzazione.
A richiamare l’attenzione sul riconoscimento europeo è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo in Senato per fare il punto sullo stato di attuazione degli obiettivi assegnati al comparto giustizia nell’ambito del PNRR.
Secondo i dati illustrati dal Guardasigilli, il sistema giudiziario ha già raggiunto il target relativo alla riduzione dei tempi nel settore penale, registrando una contrazione del 31,5%, ben oltre il valore obiettivo fissato al 25%. Sul versante civile, l’abbattimento delle pendenze accumulate dal 2022 ha raggiunto livelli prossimi agli obiettivi finali: -89,5% nei Tribunali e -91% nelle Corti d’Appello.
In miglioramento anche il cosiddetto disposition time, l’indicatore che misura il tempo necessario per definire i procedimenti civili. Al 30 aprile 2026 la riduzione registrata è pari al 40,6%, in linea con il traguardo previsto dal Piano.
Tra gli interventi che hanno contribuito al raggiungimento dei risultati figurano la completa attivazione del processo penale telematico di primo grado, l’interoperabilità tra le principali piattaforme digitali della giustizia, il rafforzamento delle misure organizzative per lo smaltimento dell’arretrato e gli investimenti sulle strutture giudiziarie, che hanno interessato oltre 289 mila metri quadrati di edifici.
La digitalizzazione rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del percorso compiuto. L’interconnessione tra i sistemi informatici e la progressiva telematizzazione delle attività giudiziarie stanno infatti modificando in profondità l’organizzazione degli uffici, contribuendo a rendere più rapida la gestione dei procedimenti e più efficiente lo scambio di informazioni.
Accanto ai risultati, resta però aperto il dibattito sulle condizioni necessarie per consolidare nel tempo i progressi raggiunti. L’Associazione Nazionale Magistrati ha evidenziato la necessità di maggiori investimenti sul personale amministrativo e sulla stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo, sottolineando come il miglioramento delle performance richieda risorse strutturali adeguate.
Di diverso avviso le organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi sottoscritti con il Ministero della Giustizia, che rivendicano gli importanti investimenti programmati negli ultimi anni per assunzioni e stabilizzazioni e sottolineano il contributo determinante del personale amministrativo al raggiungimento degli obiettivi del PNRR.
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