14 Aprile 2025 - Attualità

Giustizia, 29 milioni di euro per il reinserimento sociale di minori e giovani adulti in comunità

È l’iniziativa AMA MI, nell’ambito del Progetto “Una Giustizia più inclusiva”, nata da una intensa attività di coordinamento tra il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e il Dipartimento per l’innovazione tecnologica della Giustizia.

Roma, 14 aprile 2025 – Il Ministero della Giustizia destina 29 milioni di euro, a valere sul Programma Nazionale Inclusione e lotta alla criminalità 2021-2027, per l’accompagnamento verso l’autonomia, l’inclusione e il reinserimento sociale dei minori e giovani adulti collocati in comunità sulla base di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria minorile per l’esecuzione di misure cautelari, messa alla prova e misure di comunità in fase di uscita dal circuito penale.

È l’iniziativa AMA MI, nell’ambito del Progetto “Una Giustizia più inclusiva”, nata da una intensa attività di coordinamento tra il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e il Dipartimento per l’innovazione tecnologica della Giustizia. L’intera operazione ha il suggello del ministro della Giustizia.

Beneficiari del Progetto sono i Centri di Giustizia Minorile. Essi puntano a creare una serie di supporti necessari per consentire ai minori e giovani adulti di diventare adulti e costruirsi gradualmente delle prospettive positive di vita, dal momento in cui escono dal sistema penale. Ciò significa favorire la realizzazione di un modello integrato sul territorio, dove il minore/giovane adulto collocato in comunità venga accompagnato in ogni momento da figure di tutor e di educatori in un percorso di crescita consapevole.

In quest’ottica assume particolare rilevanza la funzione del “tutor per l’autonomia”, figura diversa e distinta dall’educatore di comunità. Egli è chiamato a stabilire un rapporto personale con ciascun giovane, a collaborare con l’assistente sociale/educatore di riferimento, con i referenti della comunità residenziale e con ogni altro soggetto con cui il giovane è in relazione nell’ambito del percorso penale (insegnanti, operatori pubblici, specialisti, personale delle aziende, ecc.).

I percorsi di autonomia potranno durare 12 mesi, prorogabili ad un massimo di 18 mesi.

Nell’attuazione di questi percorsi di autonomia sarà dato ampio spazio al coinvolgimento anche operativo dei diversi attori territoriali, in primo luogo gli Enti del Terzo Settore, i Comuni ed i loro servizi sociali, i Centri per l’impiego, i soggetti del sistema formativo e di orientamento regionali nonché i soggetti titolati all’erogazione dei servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze. Si prevedono, pertanto, azioni di accompagnamento multidimensionale, sostegno professionale e para professionale, interventi integrati volti a favorire l’accesso e la partecipazione a contesti di apprendimento scolastico e formativo, percorsi di rafforzamento di competenze specialistiche, percorsi di autoimpiego e accompagnamento allo start-up.

Ciascun percorso per l’autonomia potrà essere sostenuto, inoltre, da una “Dote per l’autonomia”, consistente in un plafond di risorse da utilizzare in favore del singolo destinatario. Il valore della singola dote viene determinato, nell’ambito del progetto per l’autonomia e la singola dote sarà utilizzata in favore del singolo destinatario, a copertura di diverse tipologie di spesa.

I percorsi di autonomia realizzati attraverso il progetto rappresenteranno uno strumento per rafforzare ed integrare i percorsi educativi ordinari definiti per minori e giovani adulti collocati in comunità, risultando quindi complementari a questi ultimi.

Il progetto è, dunque, concepito come un processo di rafforzamento e consolidamento per il raggiungimento dell’autonomia e del miglioramento della propria posizione sociale al termine del percorso penale.


LEGGI ANCHE

uomo e donna che parlano

Sanzioni tributarie: inizia la fase del doppio binario

Dal 1° settembre entra in vigore un nuovo regime per le sanzioni tributarie amministrative, creando un sistema a doppio binario.

stop-al-telemarketing-selvaggio-nuove-tutele

Stop al Telemarketing selvaggio: nuove tutele

Addio alle chiamate indesiderate grazie al nuovo decreto Capienze, basta iscriversi a registri d’opposizione Al momento, il decreto Capienze è in esame alla Camera: tale legge, aiuterebbe a difendersi dal telemarketing selvaggio. Infatti, con…

Milano, Confintesa FP diffida il COA: «Stop alla piattaforma segnalazioni»

Il sindacato diffida il COA e chiede l’immediata sospensione del regolamento che consente di inviare segnalazioni, anche anonime, sui dipendenti degli uffici giudiziari di Milano.…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto