5 Giugno 2026 - Professione

Esame da avvocato, torna il modello tradizionale: due prove scritte e un orale

Il Consiglio dei ministri approva il decreto che ridisegna l’abilitazione forense in linea con la riforma dell’ordinamento professionale. Stop al regime semplificato introdotto durante la pandemia

Il percorso di accesso alla professione forense si prepara a cambiare nuovamente. Il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che ridefinisce l’esame di abilitazione degli avvocati, riportandolo a una struttura più vicina a quella tradizionale e coerente con i principi contenuti nella recente riforma dell’ordinamento forense approvata dalla Camera dei deputati.

L’intervento segna il superamento definitivo delle modalità semplificate adottate negli anni dell’emergenza sanitaria e successivamente prorogate. L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di rafforzare il carattere selettivo e professionalizzante dell’esame, assicurando una verifica più approfondita delle competenze richieste per l’esercizio della professione.

La nuova procedura prevede una sola sessione annuale articolata in due prove scritte e una prova orale. Gli elaborati saranno svolti in presenza mediante strumenti informatici e con la possibilità di consultare esclusivamente codici annotati con la giurisprudenza.

La prima prova scritta consisterà nella redazione di un parere motivato su una questione giuridica scelta tra diritto civile, penale o amministrativo. La seconda richiederà invece la predisposizione di un atto giudiziario, sempre nell’ambito di una delle tre principali aree del diritto individuate dal candidato.

Superata la fase scritta, l’aspirante avvocato dovrà affrontare un colloquio orale strutturato su più ambiti. La prova comprenderà l’analisi di un caso pratico che richieda competenze sia sostanziali sia processuali, oltre a domande dedicate alle materie scelte dal candidato. Saranno inoltre oggetto di verifica temi relativi all’ordinamento forense, alla deontologia professionale e al sistema previdenziale dell’avvocatura.

Secondo l’Esecutivo, il nuovo modello punta a garantire una preparazione più completa e una selezione maggiormente aderente alle responsabilità che caratterizzano l’attività professionale dell’avvocato.

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri non si limita tuttavia all’esame di abilitazione. Il pacchetto contiene infatti anche misure riguardanti altre professioni giuridiche e il sistema penitenziario. Per i notai viene introdotto un limite temporale all’esercizio dell’azione di responsabilità professionale, mentre sul fronte dell’esecuzione penale vengono rafforzati gli strumenti destinati alla formazione e all’inserimento lavorativo delle persone detenute.

Articoli simili

Esame da avvocato, tornano gli scritti tradizionali: due prove e un orale per l’abilitazione forense

Con il decreto Giustizia in via di approvazione definitiva si chiude la stagione delle modalità straordinarie introdotte durante la pandemia. Già dalla sessione 2026 l'esame…

Pensione a 64 anni: la Lega la propone, la Cgil fa i conti (e non tornano)

Verso la prossima legge di bilancio, la Lega punta su un pensionamento anticipato a 64 anni con ricalcolo contributivo, eventualmente finanziato anche con il TFR.…

Giustizia, 43 anni per chiudere una causa sulle distanze tra due edifici

Il contenzioso era iniziato nel 1983 e si è concluso soltanto nell’agosto 2026 dopo sentenze, appelli, rinvii e due passaggi in Cassazione. Alla fine nessuno…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto