Roma, 18 luglio 2024 – Il nostro Paese continua a registrare numerose vittime di errori giudiziari. Tra i casi più emblematici spicca quello di Beniamino Zuncheddu, ex pastore sardo di Burcei, recentemente liberato dopo 33 anni di ingiusta detenzione. Condannato all’ergastolo per la “strage di Sinnai” del 1991, Zuncheddu era stato accusato di aver ucciso tre uomini e tentato di ammazzarne un quarto. La testimonianza decisiva che lo incastrò arrivò solo su suggerimento di un poliziotto, come scoperto dall’avvocato Mauro Trogu durante il processo di revisione, dimostrando così l’innocenza di Zuncheddu dopo tre decenni.
Nonostante la scarcerazione, l’opinione pubblica rimane divisa. “L’impressione del cittadino comune è che Beniamino Zuncheddu sia stato assolto perché fortunato, perché nessuno è riuscito a dimostrare che era colpevole.”, ha dichiarato ieri l’avvocato Trogu alla presentazione del libro “Io sono innocente”, alla Camera, evento moderato dai giornalisti Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, fondatori del sito errorigiudiziari.com.
Il fenomeno degli errori giudiziari in Italia ha numeri preoccupanti: dal 1991 al 31 dicembre 2023 si contano 31.397 casi, una media di oltre 951 l’anno, con una spesa complessiva per lo Stato di circa 960 milioni 781 mila euro. Ancora più allarmante è il numero di persone finite in custodia cautelare da innocenti: 31.175 nello stesso periodo, con una media annuale di oltre 974 casi, per un totale di circa 874 milioni e 500 mila euro in indennizzi.
In questo contesto, alla Camera è stata presentata la proposta di legge Giachetti-Bernardini, volta ad aumentare la detrazione di pena per la liberazione anticipata da 45 a 60 giorni per ogni semestre di pena scontata. La proposta prevede inoltre una detrazione temporanea di 75 giorni per i due anni successivi all’entrata in vigore della legge.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il deputato di Azione Enrico Costa, che ha discusso della presunzione di innocenza, criticando la sua applicazione intermittente, spesso influenzata da considerazioni politiche. Costa ha sottolineato come le richieste di dimissioni dei politici siano frequentemente legate a inchieste giudiziarie, utilizzate strumentalmente per fini elettorali, come nel caso del presidente della Liguria, Giovanni Toti.
Costa ha concluso evidenziando che l’onda giudiziaria viene spesso cavalcata per accelerare le elezioni e favorire specifici candidati, in questo caso Andrea Orlando, esponente di spicco dell’opposizione.
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