26 Agosto 2025 - MERCATO | Competenze tecniche

Elettronica ed elettrotecnica, allarme competenze: 7 aziende su 10 frenano progetti per mancanza di tecnici

Secondo uno studio Anie, l’85% delle assunzioni riguarda profili specializzati, ma la carenza di operai qualificati e ingegneri costringe le imprese a rinviare investimenti e perdere opportunità di mercato. Settore in crescita, ma servono formazione e politiche di attrazione dei talenti

La spinta verso l’internazionalizzazione e la doppia transizione – verde e digitale – ha portato le imprese italiane dell’elettronica e dell’elettrotecnica a un fatturato aggregato che supera i 100 miliardi di euro, di cui un terzo realizzato all’export. Tuttavia, dietro questi numeri record si nasconde una criticità che rischia di compromettere lo sviluppo: la carenza di competenze tecniche specialistiche.

Il problema: mancano tecnici e ingegneri
Secondo una ricerca condotta da Thea Group insieme al Servizio studi Anie e al Research Department di Intesa Sanpaolo, il 75% delle aziende del comparto segnala difficoltà a reperire tecnici e operai specializzati. Si tratta di figure che rappresentano l’85% delle assunzioni programmate. Il risultato? Il 70% delle imprese ammette di aver dovuto rallentare o sospendere progetti strategici, mentre il 29% ha perso opportunità di mercato, soprattutto per la concorrenza di settori alternativi come automotive, energia e logistica.

«Serve concretezza – afferma Andrea Moretti, amministratore delegato della Palazzoli di Brescia –. Dobbiamo semplificare la burocrazia, investire nella formazione tecnica e creare incentivi reali per le aziende. Solo così il nostro Paese potrà essere attrattivo per i talenti». Palazzoli, che fattura 70 milioni di euro e cresce del 10% annuo, ha assunto 30 persone nel 2024 e punta a mantenere questo ritmo.

La competizione tra settori e il rischio di fuga dei talenti
A complicare lo scenario è la crescente competizione interna: «Il settore ferroviario oggi compete direttamente con altri comparti per attrarre profili tecnici – spiega Michele Viale, managing director di Alstom Italia –. Nel 2023 la filiera ferroviaria ha generato 6,4 miliardi di fatturato, con il 23% destinato all’export. Solo nel 2024 abbiamo inserito oltre 400 nuove risorse».

Un problema condiviso anche da ABB, che gestisce circa 500 posizioni aperte: «Le difficoltà maggiori riguardano automazione industriale, elettrificazione e digitalizzazione – sottolinea Emiliano Diotallevi, country HR manager –. Il mercato è molto competitivo e le competenze tecniche sono richieste in più settori».

I profili più cercati
Oltre a operai qualificati, le imprese puntano su ingegneri elettrici, progettisti meccanici, esperti di digitalizzazione industriale e sostenibilità. «La forza lavoro va potenziata sia nei reparti produttivi sia nella progettazione», afferma Ludovica Zigon, board member del Gruppo Getra, leader nella produzione di trasformatori e sistemi di interconnessione.

Il nodo formazione e il ruolo delle istituzioni
Per colmare il gap, il settore chiede interventi concreti: più investimenti in formazione tecnica e professionale, percorsi rapidi per le competenze digitali, e politiche di attrazione dei talenti dall’estero. «Serve una narrazione positiva dell’industria italiana – aggiunge Moretti – per valorizzare un comparto che offre opportunità di crescita e innovazione».

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