16 Aprile 2026 - Il caso

Diffamazione social e richieste risarcitorie “in serie”: il caso esplode tra gli avvocati

Dal confronto in un gruppo Facebook di legali emerge un fenomeno sempre più diffuso: lettere di richiesta danni per commenti online, spesso seguite da trattative o da un improvviso silenzio

Sta facendo discutere, anche tra gli stessi professionisti del diritto, un fenomeno che sembra assumere contorni sempre più sistematici: l’invio di richieste risarcitorie per presunta diffamazione a mezzo social, rivolte a utenti che hanno pubblicato commenti ritenuti offensivi.

A far emergere la portata del caso è stato un vivace scambio in un gruppo Facebook di avvocati, nato dalla segnalazione di un collega alle prese con una richiesta di 2.800 euro per un commento “colorito” pubblicato online. Da lì, decine di interventi hanno raccontato esperienze analoghe, delineando un quadro che molti definiscono ormai ricorrente.

Numerosi legali riferiscono di clienti raggiunti da diffide, inviti alla negoziazione assistita o richieste di mediazione, spesso per importi che oscillano tra poche migliaia e cifre ben più elevate. In diversi casi, però, alla risposta ferma o alla mancata adesione non è seguito alcun sviluppo giudiziario. Un elemento che alimenta il sospetto, condiviso da molti partecipanti alla discussione, di una strategia costruita più sulla pressione psicologica che su un reale contenzioso.

Tra “pesca a strascico” e tutela della reputazione, il dibattito tra avvocati fotografa una nuova frontiera del contenzioso digitale, dove il confine tra legittima difesa e pressione economica resta sempre più sottile

Secondo alcune testimonianze, il meccanismo sarebbe sempre simile: commenti provocatori pubblicati da soggetti con visibilità online generano reazioni altrettanto accese, che vengono poi utilizzate come base per richieste di risarcimento. Un modello che qualcuno definisce apertamente “pesca a strascico”, puntando sul timore dei destinatari di affrontare un procedimento legale.

Non manca, tuttavia, chi invita alla cautela. Alcuni interventi ricordano che la diffamazione online, equiparata a quella a mezzo stampa, richiede comunque una valutazione puntuale caso per caso e può dar luogo a responsabilità effettive. In queste situazioni, la scelta tra resistenza, trattativa o transazione resta affidata alla strategia difensiva e alle circostanze concrete.


LEGGI ANCHE

Foto di team

Nasce l’Unione Sportiva Forense Italiana: lo sport che unisce

Un grande successo per il Congresso Costituente dell’Unione Sportiva Forense Italiana (USFI), l’associazione di promozione sociale che si pone l’obiettivo di diffondere la pratica sportiva…

Webcam o fotocamera: è possibile essere spiati?

Webcam o fotocamera: è possibile essere spiati?

Come difendersi da virus/ malware che si introducono nei dispostivi controllando la telecamera? Tra le cose che l’emergenza pandemica ha fatto comprendere con maggior chiarezza…

Prelazione agraria, quando l’errore costa caro: il contratto può essere nullo

Chi esercita il diritto di prelazione sui terreni agricoli senza averne i requisiti rischia di far dichiarare nullo l’intero contratto di compravendita. La Cassazione ribadisce…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto