Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM n. 221/2024, il quadro normativo sulla cybersicurezza in Italia si arricchisce di un nuovo tassello fondamentale: la clausola di salvaguardia. Questo provvedimento consente a determinate imprese di beneficiare di un regime normativo più proporzionato rispetto alla loro effettiva operatività, evitando l’applicazione automatica delle regole più stringenti del Decreto NIS (D.Lgs. 138/2024), che recepisce la Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS 2).
Un equilibrio tra sicurezza e proporzionalità
L’obiettivo della clausola di salvaguardia è quello di evitare che aziende formalmente collegate a gruppi societari complessi, ma operativamente indipendenti, siano soggette a regole più rigide del necessario. Per accedere alla deroga, le imprese devono dimostrare:
- Indipendenza totale dei propri sistemi informativi e di rete rispetto alle altre imprese del gruppo.
- Autonomia operativa nelle attività e nei servizi NIS, senza dipendenza da altre entità del gruppo per la gestione della sicurezza informatica.
Se entrambi i criteri sono rispettati, l’impresa può richiedere la clausola in fase di registrazione sulla piattaforma dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ottenendo così un trattamento normativo più adeguato alla propria struttura.
Una scadenza imminente per la compliance
Le aziende e le pubbliche amministrazioni hanno tempo fino al 28 febbraio 2025 per registrarsi sulla piattaforma ACN e dichiarare il proprio status ai fini del Decreto NIS. Per chi non rientra nei criteri di deroga, l’obbligo di adeguamento alle misure di cybersecurity previste dalla normativa resta invariato.
L’applicazione della clausola di salvaguardia, tuttavia, non è concessa a tutte le realtà. Le imprese che esercitano un’influenza dominante su soggetti essenziali o importanti per la sicurezza informatica, ad esempio, non potranno beneficiarne. Inoltre, il provvedimento non è applicabile alle aziende totalmente autonome, ovvero quelle che non fanno parte di gruppi societari.
Un passo avanti nella regolamentazione della cybersicurezza
Con questo decreto, il legislatore mira a garantire un’applicazione della normativa più equa e sostenibile, evitando oneri eccessivi per le imprese senza compromettere la sicurezza delle infrastrutture digitali italiane. Il Decreto NIS rappresenta una pietra miliare nella strategia nazionale di cybersicurezza e, con la clausola di salvaguardia, si compie un ulteriore passo verso una regolamentazione più bilanciata.
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