ROMA — Anche dopo la morte del soggetto colpito da una misura di prevenzione patrimoniale, i suoi eredi possono proseguirne il procedimento di revoca. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19400, depositata il 23 maggio 2025, in una decisione che ribadisce i principi già fissati dalla normativa vigente e dalla Corte costituzionale.
Il caso esaminato dalla Suprema Corte riguardava la richiesta degli eredi di un uomo deceduto durante il ricorso per Cassazione contro una confisca di beni disposta nei suoi confronti. Secondo quanto previsto sia dalla vecchia disciplina — la legge n. 575 del 1965 — sia dalla normativa attuale (art. 18, comma 2, del d.lgs. 159/2011), le misure patrimoniali possono essere applicate anche in caso di decesso della persona interessata, con il procedimento che prosegue nei confronti degli eredi o di chi subentra nei diritti patrimoniali.
La Corte ha chiarito che questa continuità processuale si fonda sulla natura patrimoniale, e non penale, delle misure di prevenzione, finalizzate a sottrarre alla disponibilità privata beni acquisiti in modo illecito, e non a sanzionare penalmente il soggetto coinvolto. Di conseguenza, gli eredi possono non solo impugnare la confisca già disposta, ma anche portare avanti eventuali procedimenti avviati dal defunto per ottenere la revoca della misura.
Nel caso specifico, tuttavia, i ricorsi presentati sono stati respinti: il primo dichiarato inammissibile, il secondo ritenuto infondato. La Corte d’appello aveva già escluso che le assoluzioni in alcuni procedimenti penali o la definizione conciliativa di contenziosi fiscali potessero cancellare le ragioni alla base della misura di prevenzione. I giudici hanno infatti rilevato una lunga e documentata attività illecita, fatta di truffe ai danni dello Stato, corruzioni e reati tributari, protrattasi per oltre trent’anni.
Con questa pronuncia, la Cassazione conferma un principio ormai consolidato: gli eredi possono intervenire nei procedimenti patrimoniali per tutelare il proprio interesse a fronte di una misura che, pur non essendo penale, incide direttamente sul patrimonio familiare.
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