Con la sentenza n. 36775 del 3 ottobre 2024, la Corte Suprema di Cassazione ha stabilito che, in caso di sequestro eseguito nell’ufficio di un professionista coinvolto in un reato, non è necessario avvisare il Consiglio dell’Ordine, come previsto dall’art. 103 del Codice di Procedura Penale. Questo perché la tutela delle attività difensive non è rilevante quando il reato è attribuito allo stesso professionista.
Il caso riguardava F.G., un commercialista indagato per aver contribuito, insieme ad altri, a una fittizia residenza all’estero per evadere le imposte su una rendita vitalizia da oltre 8 milioni di euro. Il Pubblico Ministero aveva disposto il sequestro di beni elettronici e documenti nell’ufficio di F.G., ma il difensore aveva contestato la violazione del segreto professionale.
La Corte ha chiarito che, in situazioni simili, l’avviso all’Ordine è superfluo, poiché non si tratta di proteggere la funzione difensiva ma di indagare su reati commessi dal professionista stesso.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Indipendenza e apparenza: i giudici sotto la lente dell’imparzialità
L'Unione Nazionale Camere Penali ribadisce che l'imparzialità del magistrato non può essere limitata alla sentenza, ma deve riflettersi in ogni suo comportamento pubblico e privato.…
Rapporto avvocatura 2025, Aiga: “Trend preoccupante ma i giovani possono guidare cambiamento”
A differenza dei colleghi più anziani, ancorati a modelli tradizionali, i giovani manifestano infatti una maggiore apertura verso nuove forme di aggregazioni professionali”. Lo afferma…
Nell’ambito di un procedimento per sostituzione di persona su Facebook, il giudice solleva due quesiti pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione europea sul limite di…
