ROMA — Cassa Forense archivia il 2024 con un bilancio decisamente positivo. L’ente previdenziale degli avvocati italiani ha infatti registrato un avanzo d’esercizio di oltre 1,85 miliardi di euro, segnando un incremento del 32,1% rispetto all’anno precedente.
Un risultato che porta il patrimonio netto a sfiorare i 19,5 miliardi di euro, con un aumento del 10,6% rispetto al valore finale del 2023. Bene anche la performance finanziaria, che ha toccato il 9,3%, superando nettamente il benchmark di riferimento, fissato al 5,9%.
A trainare il risultato è stato un saldo previdenziale positivo di quasi un miliardo di euro, accompagnato da un significativo incremento della governance finanziaria: i proventi netti sono saliti di oltre 972 milioni, in crescita del 78% rispetto allo scorso esercizio.
Le entrate contributive hanno raggiunto quota 2,36 miliardi di euro, con un incremento di oltre 64 milioni rispetto al 2023.
Sul fronte delle uscite, la spesa per prestazioni ha toccato 1,22 miliardi di euro, in aumento dell’8,7%. In particolare, le pensioni hanno assorbito circa 1,12 miliardi (+9%), mentre per le prestazioni assistenziali sono stati erogati 75 milioni di euro, segnando una crescita del 9,4%.
Positivo anche il dato sui costi di funzionamento dell’ente, che scendono dai 35,1 milioni del 2023 ai 34 milioni del 2024, con una riduzione del 2,8%.
Dal 1° gennaio 2025 è stato introdotto il sistema contributivo per il calcolo delle pensioni degli avvocati, una misura pensata per garantire sostenibilità e maggiore equità generazionale all’interno del sistema previdenziale.
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