A cinque mesi dall’apertura del conflitto nel Golfo Persico, l’onda lunga sui prezzi dell’energia si traduce in cifre pesanti. Secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, nel corso del 2026 famiglie e imprese italiane si troveranno a sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi tra elettricità, gas e carburanti. Il calcolo poggia su un’ipotesi prudente: che i livelli di prezzo attuali restino fermi fino a dicembre.
La voce più onerosa è quella dei rifornimenti: benzina e diesel valgono da soli 13,6 miliardi di maggiore spesa (+20,4% sul 2025). Seguono l’energia elettrica, con 10,2 miliardi in più (+12,9%), e il gas, con un sovrapprezzo di 5 miliardi (+14,6%). A pagare il prezzo più alto saranno, prevede l’associazione, i nuclei familiari più fragili, le imprese di autotrasporto di persone e merci e le realtà produttive a forte consumo energetico.
La geografia dei rincari
Sul piano territoriale il peso maggiore ricade sulle regioni più popolose e a più spiccata vocazione industriale e commerciale. In testa la Lombardia, con un aggravio di 5,4 miliardi (+15,1%), davanti all’Emilia-Romagna (3 miliardi, +16,1%) e al Veneto, dove il conto si avvicina ai 2,9 miliardi (+15,8%). In sostanza, la stangata colpisce con particolare intensità le aree economicamente più avanzate del Paese.
Il quadro si ribalta, però, se si guarda ai carburanti in termini percentuali. Con la benzina in self service intorno a 1,91 euro al litro e il diesel a 2,04 — in crescita rispettivamente del 14,4% e del 18,5% rispetto alle settimane precedenti l’inizio delle ostilità — gli aumenti relativi più marcati si concentrano al Sud: la Basilicata segna +21,6% (118 milioni), mentre Campania e Puglia si attestano entrambe a +21,3%, per un impatto stimato rispettivamente in circa un miliardo e in 837 milioni di euro.
Luce e gas: l’impennata delle materie prime
Dietro i numeri c’è il balzo delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo dell’energia elettrica è salito del 51,2% rispetto all’ultima settimana di febbraio, passando da 106,7 a 161,2 euro al MWh: da qui i 10,2 miliardi di maggiori bollette, che gravano soprattutto su Lombardia (2,2 miliardi), Veneto (poco più di un miliardo) ed Emilia-Romagna (967 milioni). Ancora più ripida la corsa del gas, cresciuto del 71,6% — da 32,4 a 57 euro al MWh — con un extra costo di 5 miliardi ripartito tra Lombardia (1,2 miliardi), Emilia-Romagna (710 milioni) e Veneto (611 milioni).
Gli aiuti pubblici e il nodo europeo
Dall’avvio dell’attacco statunitense all’Iran, il Governo ha messo in campo 7 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese: 5 per attenuare i rincari di luce e gas, 2 per ridurre le accise sui carburanti. Una dotazione significativa, che però — osserva la CGIA — neutralizzerebbe appena un quarto dei 29 miliardi complessivi. Per questo l’esecutivo sarebbe pronto a stanziare altri 7 miliardi entro l’autunno, in anticipo sulla Legge di bilancio 2027; un intervento praticabile, tuttavia, solo se l’Unione europea concederà una clausola di salvaguardia che consenta di superare temporaneamente il rapporto deficit/PIL senza incorrere in procedure d’infrazione.
Ed è proprio sull’Europa che si appunta la critica più netta: rispetto alla reazione seguita all’invasione russa dell’Ucraina, Bruxelles appare oggi la grande assente. Tra il 2022 e il 2023 aveva autorizzato la riduzione dell’IVA sulle bollette, fissato un tetto al prezzo del gas e permesso un contributo di solidarietà sugli extraprofitti dei colossi energetici. Resta inoltre sul tavolo, ma mai davvero attuato, il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità: una misura considerata sempre più necessaria per rendere il mercato meno esposto a shock di questa portata.
Articoli simili
Una PEC può costare caro: il Garante richiama gli avvocati sulla privacy digitale
E-mail inviate al destinatario sbagliato, link condivisi senza protezioni e documenti accessibili a terzi: la Relazione 2025 del Garante mette in guardia i professionisti. La…
La battaglia si sposta sugli algoritmi: il conto per i social potrebbe essere salato
Dagli Stati Uniti all'Europa aumenta il fronte legale contro le piattaforme digitali. Al centro del dibattito finiscono i sistemi che alimentano dipendenza, profilazione e permanenza…

