Dal 2 agosto il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale – l’AI Act – è entrato in una nuova fase operativa, portando con sé i primi obblighi e le prime sanzioni per chi non rispetta le regole. Un cambio di passo che sta moltiplicando il lavoro per gli studi legali, chiamati ad affiancare le imprese nella mappatura dei rischi, nei programmi di formazione e nella revisione dei modelli organizzativi.
Eppure, secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, la consapevolezza è ancora scarsa: solo il 28% delle aziende ha avviato attività di formazione e verifica, mentre oltre la metà non percepisce la compliance come prioritaria. Ci sono obblighi di classificazione e mappatura del rischio che non possono essere trascurati e le sanzioni non sono marginali.
A preoccupare è soprattutto la mancanza di un approccio strutturato: alcune imprese stanno nominando un Artificial Intelligence Officer nei propri organigrammi, altre restano alla finestra per timore dell’incertezza normativa e geopolitica, con i negoziati in corso tra Usa e Ue anche sul digitale.
Il tema non si esaurisce con l’AI Act: privacy, proprietà intellettuale, sicurezza e governance incrociano altri regolamenti europei come il GDPR, il Digital Markets Act e la direttiva DORA per i servizi finanziari. La consulenza legale diventa così sempre più multidisciplinare. «Abbiamo condotto oltre 50 assessment su casi d’uso di AI – spiega l’avvocato Vincenzo Colarocco (studio Previti) – valutando i rischi in termini di data protection, sicurezza ed etica».
Alcuni settori si stanno muovendo con maggiore tempestività: life science e sanità, dove la sicurezza dei dispositivi è cruciale; finanza, che richiede governance e tracciabilità; ma anche energia, infrastrutture e trasporti, dove i profili di interoperabilità e compliance sono determinanti. Si stanno creando sinergie inedite tra settori diversi per rafforzare la competitività sul mercato.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Investire un pedone è omicidio colposo
Conducente esente da colpa solo se il pedone ha una condotta imprevedibile e inevitabile Per la Cassazione, se un pedone viene investito anche fuori dalle…
Le obiezioni al processo penale da remoto
L’art.83 del Decreto Cura Italia del 17 marzo 2020 illustra le disposizioni in materia di Giustizia civile e penale istituite per cercare di far funzionare…
Avvocati fuori Foro: i protocolli locali non possono creare ostacoli
Secondo il Consiglio Nazionale Forense, i regolamenti, i protocolli e le intese locali non possono limitare il diritto degli avvocati di esercitare la propria professione…

