22 Aprile 2025 - La morte del Pontefice

Addio a Papa Francesco, “voce degli ultimi”: le reazioni dal mondo della giustizia

L’Italia della giustizia piange il Pontefice: magistrati, avvocati e istituzioni ricordano il suo impegno per i detenuti e la dignità della persona

ROMA – Un’ondata di cordoglio ha attraversato il mondo della giustizia e delle istituzioni italiane alla notizia della morte di Papa Francesco, avvenuta ieri, 21 aprile 2025. Diverse le voci che si sono levate per rendere omaggio a una figura che ha saputo incarnare, con coerenza e forza morale, i valori della pace, della giustizia e dell’umanità.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ricordato così il Pontefice: “Nella sua grande misericordia era molto sensibile alle sofferenze dei carcerati. Nel suo nome lavoreremo per rendere il sistema penitenziario sempre più umano”.

Commosso anche il ricordo dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, che attraverso le parole del presidente Alberto Del Noce ha sottolineato come Papa Francesco abbia rappresentato “una voce autorevole e lucida in difesa dei più fragili”. Un richiamo profondo alla funzione costituzionale dell’avvocatura, ha aggiunto Del Noce, “nella consapevolezza che giustizia e umanità non sono valori astratti, ma azioni concrete”.

Anche l’Unione Camere Penali Italiane ha espresso il proprio dolore, rievocando con forza il legame del Pontefice con le persone private della libertà personale. “Il suo monito su come nella giustizia terrena i fili del bene si intreccino con quelli del male – si legge nella nota – resta un’eredità morale preziosa. Indimenticabile il gesto di aprire una Porta Santa nel carcere di Rebibbia, simbolo di speranza per i detenuti”.

Papa Francesco, anche nel suo ultimo Giovedì Santo, non ha voluto rinunciare a visitare i carcerati del Regina Coeli, nonostante le precarie condizioni fisiche. “Un gesto – sottolineano i penalisti – che richiama il valore universale della dignità della persona”.

L’AIGA, Associazione Italiana Giovani Avvocati, ha scelto di ricordare il Papa con le sue stesse parole: “Il vostro lavoro è di custodire la gente, custodire la giustizia. Delle volte a voi tocca il ruolo più brutto, ma bisogna andare avanti, sempre per cercare l’armonia e risolvere i conflitti”.

Infine, il messaggio dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha definito Papa Francesco “un uomo di pace, giustizia e umanità”. “Ha saputo dare voce alle istanze più alte di tutela della dignità umana – si legge nella nota – offrendo alla comunità internazionale un costante richiamo al rispetto dei diritti fondamentali”.

Nel ricordo unanime, Papa Francesco lascia un’eredità spirituale e civile che trascende i confini del Vaticano, toccando profondamente anche le aule dei tribunali, i penitenziari, e tutte le istituzioni impegnate quotidianamente nella tutela dei diritti.


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