11 Marzo 2025 - Penale

Abuso d’ufficio, la Cassazione ferma la riforma Nordio: rinvio alla Consulta

La Suprema Corte solleva dubbi di costituzionalità sull’abrogazione del reato. Secondo la Suprema Corte, la cancellazione del reato ha lasciato una “zona franca” nella lotta alla corruzione, violando la Convenzione Onu di Merida del 2003.

La Corte di Cassazione ha rinviato alla Corte Costituzionale la decisione sull’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, introdotta dalla riforma Nordio con la legge 112/2024. Secondo la Suprema Corte, la cancellazione del reato ha lasciato una “zona franca” nella lotta alla corruzione, violando la Convenzione Onu di Merida del 2003.

Con l’ordinanza n. 9442/2025, la Cassazione ha sollevato profili di illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della riforma Nordio, che ha eliminato l’articolo 323 del Codice penale. La decisione è stata presa nell’ambito di un ricorso in cui la difesa chiedeva l’annullamento di una condanna per abuso d’ufficio, in applicazione del principio del favor rei, che impedisce la punizione di un reato abolito.

La Corte, pur riconoscendo la rilevanza dell’abolitio criminis, ha evidenziato che l’abrogazione dell’abuso d’ufficio è avvenuta senza prevedere misure compensative per il contrasto alla corruzione. In particolare, ha rilevato la violazione degli obblighi internazionali assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione Onu contro la corruzione (legge 116/2003).

L’articolo 19 della Convenzione impone agli Stati di adottare norme che sanzionino condotte prodromiche alla corruzione, tra cui quelle descritte dal precedente articolo 323 del Codice penale. La Cassazione ha quindi ritenuto che l’abrogazione senza strumenti sostitutivi lasci un vuoto normativo pericoloso, non colmato neanche dai meccanismi disciplinari interni alla pubblica amministrazione.

Ora la Consulta dovrà pronunciarsi sulla legittimità della riforma. Se dovesse dichiarare incostituzionale l’abrogazione, il reato di abuso d’ufficio potrebbe tornare in vigore senza che la Corte Costituzionale violi il principio di riserva di legge, che affida al Parlamento la potestà legislativa in materia penale.

La decisione della Cassazione riapre dunque il dibattito su una riforma che, se da un lato ha cercato di snellire la burocrazia, dall’altro rischia di indebolire la lotta alla corruzione.


LEGGI ANCHE

Manovra, contributo unificato. D’Orso: “Assurda norma contro avvocati e clienti”

La deputata capogruppo M5s in commissione Giustizia alla Camera: "Dopo essere rimasti silenti e coperti per settimane, governo e maggioranza si sono presentati all'ultimo minuto…

Apple e Meta multate dall’Unione Europea per violazioni al Digital Markets Act

Maxisanzioni da 500 e 200 milioni di euro per il mancato rispetto delle regole sulla concorrenza digitale e la protezione dei dati personali

Avvocati e professionisti, contributi sparsi tra Cassa e Inps: quando conviene la ricongiunzione

La circolare Inps n. 15/2026 apre alla ricongiunzione anche verso la Gestione separata. Per le professioni legali si amplia il ventaglio delle scelte, ma tra…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto