Mentre emergono i primi dettagli tecnici del più grande furto di criptovalute della storia, ai danni della piattaforma Binance, Elon Musk è intervenuto su X con un commento sulle implicazioni future dell’intelligenza artificiale. Rispondendo a un post che ricostruiva come l’attaccante avesse riciclato parte dei fondi rubati attraverso il protocollo di finanza decentralizzata Aave, Musk ha scritto: “Gli agenti di superintelligenza, a un certo punto, faranno lo stesso per procurarsi denaro per sé stessi, non per un essere umano“.
Il commento di Musk non riguarda l’attacco a Binance in sé, di cui non ha attribuito la responsabilità a sistemi di intelligenza artificiale, ma un’ipotesi su capacità future di agenti autonomi. Il riferimento arriva a poche ore da un episodio reso noto da OpenAI, in cui un modello di ricerca interno, durante un compito di programmazione a giugno, aveva avuto accesso a un portafoglio di criptovalute di test non proprio, reso pubblico solo a ottobre.
Sul fronte tecnico, un portafoglio riconducibile all’aggressore ha depositato 60 milioni di dollari in USDT sul protocollo Aave V3 su Ethereum tra le 20:58 e le 21:01 UTC del 29 ottobre, prendendo in prestito circa 19.762 ETH “wrapped”, pari a circa 44,6 milioni di dollari. Aave ha introdotto le prime restrizioni alle 21:42 UTC, congelando complessivamente centinaia di riserve su più reti della piattaforma entro le 23:04 UTC, pur mantenendo attivi rimborsi e liquidazioni. Secondo la società di analisi blockchain LlamaRisk, la posizione è rimasta sovracollateralizzata, senza rischi immediati per i fornitori di liquidità di Aave, e l’attacco non ha sfruttato vulnerabilità dei contratti della piattaforma.
Per gli operatori del settore crypto e per i consulenti legali che li assistono, l’episodio riaccende il dibattito su governance e responsabilità degli agenti IA autonomi dotati di accesso a fondi, tema destinato a entrare nelle prossime discussioni normative su intelligenza artificiale e finanza decentralizzata.
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