Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo che riscrive il Codice della Strada, trasmesso alla Camera il giorno successivo come Atto del Governo n. 448. Il testo deve ancora ricevere i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari, quindi importi e meccanismi possono ancora cambiare prima dell’approvazione definitiva.
Stando allo schema attuale, il nuovo codice entrerà in vigore il 1° aprile 2027, ma le sue regole sanzionatorie troveranno applicazione solo dal 1° gennaio 2028 — termine che slitterebbe al 1° aprile 2028 in caso di ritardo nel regolamento di attuazione. Le patenti già rilasciate resteranno valide secondo le norme in vigore al momento del rilascio.
Multe per eccesso di velocità
La novità più rilevante riguarda il calcolo delle multe per eccesso di velocità, che abbandona le attuali fasce fisse per un conteggio proporzionale a ogni km/h oltre il limite, con tolleranza del 5% (minimo 5 km/h) da indicare nel verbale a pena di nullità. In autostrada a 130 km/h la sanzione va da 10 a 40 euro per ogni km/h di eccesso; nei centri urbani, da 5 a 20 euro per km/h fino a 20 km/h oltre il limite, poi da 10 a 40 euro. Esempio concreto: chi viaggia a 156 km/h su un’autostrada a 130 (eccesso utile di 18 km/h) rischia una multa da 180 a 720 euro, riducibile a 126 euro pagando entro 5 giorni con lo sconto del 30%.
Autovelox: termine di notifica dimezzato
Per le violazioni rilevate da autovelox e altri dispositivi di controllo a distanza, il termine per la notifica del verbale scende da 90 a 45 giorni, decorrenti da quando l’amministrazione può identificare il proprietario tramite PRA o Archivio nazionale dei veicoli; oltre questo termine, l’obbligo di pagamento si estingue. Resta fermo il termine di 90 giorni per le altre violazioni e di 360 giorni per i residenti all’estero.
Il “divieto di guida” sostituisce la sospensione
Cambia anche l’impianto sanzionatorio accessorio: il “divieto di guida” sostituisce la sospensione della patente disposta dal prefetto. Per chi supera i limiti tra 20 e 40 km/h in autostrada sono previsti 15 giorni di divieto e 4 punti; si sale a 30 giorni (6 punti) tra 40 e 60 km/h e a 90 giorni (8 punti) oltre i 60 km/h, con soglie più severe sulle autostrade a 150 km/h. Per i titolari di patente italiana il divieto a tempo determinato comporta comunque la sospensione automatica, senza bisogno di un provvedimento prefettizio separato.
Il corridoio per moto e ciclomotori nelle code
Una delle novità più discusse riguarda la circolazione di moto e scooter nel traffico congestionato. L’articolo 51, comma 14, dello schema impone che, sulle strade urbane a carreggiate separate con più corsie per senso di marcia, in caso di arresto della circolazione o di marcia a bassissima velocità per ingorghi, i conducenti nella corsia più a sinistra si tengano il più possibile vicino al margine sinistro e quelli nella corsia più a destra al margine destro, lasciando così un corridoio centrale. Lo spazio è destinato al transito di motocicli e ciclomotori a due ruote e, quando possibile, dei mezzi di polizia, soccorso e antincendio, anche non impegnati in servizi urgenti. Chi non libera il corridoio rischia una multa da 80 a 320 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente.
Una regola parallela (comma 12) riguarda autostrade ed strade extraurbane: resta vietato l’uso della corsia di emergenza, salvo per fermarsi o rientrare in carreggiata, ma in caso di traffico bloccato è consentito percorrerla per raggiungere l’uscita, non prima però del cartello di preavviso e comunque non oltre i 500 metri dallo svincolo. Durante code e rallentamenti, moto e ciclomotori potranno percorrere la corsia di emergenza a bassa velocità, a condizione di potersi spostare in qualsiasi momento per lasciar passare i mezzi di soccorso.
Smartphone, alcol e droghe alla guida
Lo schema interviene anche sull’uso dei dispositivi multimediali di bordo: viene vietato alterare i sistemi di intrattenimento audiovisivo del veicolo per riprodurre contenuti video durante la marcia, divieto che si estenderebbe anche ai sistemi non utilizzati nel momento del controllo di polizia — un intervento pensato per aggiornare le regole esistenti sulla distrazione alla guida al passo con la tecnologia di bordo.
Sul fronte alcol, per tassi tra 0,8 e 1,5 g/l sono previsti ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a sei mesi e sospensione della patente da sei mesi a un anno; oltre 1,5 g/l, ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno, confisca del veicolo e sospensione della patente da uno a due anni. Viene inoltre disciplinato l’uso dell’alcolock, il dispositivo che impedisce l’accensione del motore in caso di tasso alcolemico positivo: obbligatorio per due anni per chi è condannato con un tasso tra 0,8 e 1,5 g/l, per tre anni oltre tale soglia, con appositi codici apposti sulla patente che limitano la guida ai soli veicoli dotati del dispositivo, da mantenere funzionante e sigillato a cura del conducente.
Per le droghe, il testo non introduce nuove sanzioni ma punta a chiarire le procedure di accertamento già modificate dalla legge 177/2024 (che ha riscritto l’art. 187 del Codice), specificando l’uso di test preliminari e accertamenti tossicologici — anche sul fluido orale — e precisando che un esito positivo al test preliminare non equivale automaticamente alla conclusione del procedimento a carico del conducente.
La riscossione delle multe non pagate
Capitolo a parte merita l’articolo 147 dello schema, dedicato alla riscossione delle multe non pagate. La norma abolisce la maggiorazione semestrale del 10% oggi prevista dall’art. 27 della legge n. 689/1981 (il cui tetto, fissato dalla legge n. 177/2024, è attualmente il 60%): chi non paga non vedrà più crescere il debito ogni sei mesi per effetto del solo ritardo nella riscossione da parte del Comune. Lo stesso articolo, al comma 2, introduce però una soglia sotto la quale i Comuni non potranno avviare la riscossione coattiva: 10 euro, “comprensivi di interessi e sanzioni”. Il problema, segnalato dall’esperto di riscossione locale Pasquale Mirto e ripreso da più testate, è che con l’abolizione della maggiorazione non dovrebbero più generarsi interessi da conteggiare: il riferimento agli “interessi” nel testo sarebbe quindi un refuso, verosimilmente da correggere nel passaggio parlamentare, e resta comunque da chiarire se la soglia dei 10 euro vada calcolata sulla sola sanzione o anche su voci come le spese di notifica. La riscossione, una volta scaduti i termini per il ricorso, avverrà tramite accertamento esecutivo (L. 160/2019) anziché con l’ingiunzione ex R.D. 639/1910, con oneri di riscossione fissati per legge al 3% (fino a 300 euro) se si paga entro 60 giorni dall’esecutività, al 6% (fino a 600 euro) oltre tale termine. Per i Comuni l’impatto sul gettito, specie sulle riscossioni avviate a distanza di anni, non è trascurabile.
Le proteste: ciclisti e associazioni chiedono modifiche
La riforma non raccoglie consensi unanimi. RIME (Rete Italiana Mobilità Equa), che riunisce oltre 40 associazioni tra cui FIAB, ha lanciato la campagna “Codice Fuori Strada”, sostenendo che senza correttivi il nuovo testo rischi di produrre più insicurezza, traffico e inquinamento invece di ridurli. La Rete ha organizzato per martedì 3 novembre, alle 11:30, una conferenza stampa nella Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati, con interventi di Francesca Chiodi per RIME, del presidente FIAB Luigi Menna, dei consulenti per la mobilità ciclistica Andrea Colombo e Stefano Guarnieri, di Claudio Magliulo di CleanCities Italia e, in attesa di conferma, dell’assessore milanese Marco Granelli; i saluti istituzionali sono affidati al vicepresidente della Commissione Trasporti Andrea Casu. L’obiettivo dichiarato è ottenere, nella fase dei pareri parlamentari, un confronto trasversale tra schieramenti e amministratori locali per introdurre correttivi a tutela della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile, anche in vista di analoghe iniziative di mobilitazione locale già segnalate in diverse città.
Articoli simili
Il testo, atteso da mesi, ridisegna sanzioni, patenti, autovelox e revoca della patente: dopo il parere delle Camere, l'entrata in vigore stimata non prima del…
La delegazione dei giovani avvocati chiede la revisione del regime contributivo per l'accesso alla professione; confermata anche quest'anno la raccolta dati per il Rapporto sulla…

