La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha depositato presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, una domanda di registrazione della propria voce come marchio sonoro. Il campione oggetto della domanda è una frase di circa quattro secondi — “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre…” — divenuta negli anni oggetto di campionamenti, remix e meme sui social media. La pratica è stata curata dallo studio legale Mpmlegal, guidato dall’avvocato e professore Marco Mastracci.
Il marchio sonoro funziona secondo una logica distinta rispetto alla tutela del diritto d’autore: non protegge il contenuto di un discorso o le parole pronunciate, ma la specifica impronta acustica — timbro, intonazione, cadenza — che rende riconoscibile chi parla, trattandola a tutti gli effetti come un segno distintivo registrabile, al pari di un logo o di un jingle pubblicitario.
La scelta risponde in modo diretto al rischio, ormai concreto, rappresentato dalla clonazione vocale tramite intelligenza artificiale: tecnologie oggi capaci di replicare un pattern vocale a partire da pochi secondi di audio originale, con la possibilità di generare dichiarazioni mai pronunciate e attribuirle falsamente a una persona pubblica, con conseguenze potenzialmente gravi sul piano reputazionale, politico e persino giudiziario.
Meloni non è la prima figura pubblica italiana a percorrere questa strada: il doppiatore Luca Ward ha registrato la propria voce proprio per l’elevato grado di riconoscibilità e il rischio di utilizzi non autorizzati, e un percorso analogo è stato seguito dalla cantante Giusy Ferreri. Il fenomeno configura, secondo i commentatori giuridici, un nuovo fronte della proprietà intellettuale, nato specificamente in risposta alle capacità sempre più sofisticate dell’intelligenza artificiale generativa.
Il caso offre uno strumento difensivo concreto e replicabile: la registrazione di un marchio sonoro presso l’EUIPO, pur non sostituendo le tutele specifiche in materia di diritto d’autore e diritti della personalità, aggiunge un livello di protezione autonomo e azionabile contro l’uso non autorizzato di cloni vocali generati artificialmente, anche in sede di contraffazione.
Articoli simili
Legge elettorale, oggi il primo bivio: pregiudiziali a scrutinio segreto, Meloni trattiene il fiato
Si vota alle 12 sulle questioni di costituzionalità sollevate dalle opposizioni: se anche una sola passasse, la riforma si fermerebbe senza che il governo possa…
I truffatori si sono finti prima l'ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, poi un partner dello studio internazionale A&O Shearman con la voce replicata dall'IA:…
Autovelox, è partita la nuova era: ecco quali dispositivi possono essere utilizzati
Le nuove regole sono già operative. Solo 25 modelli di autovelox, telelaser e tutor sono considerati automaticamente omologati, mentre centinaia di apparecchi restano in attesa…

