Il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di sostituire, ove giuridicamente possibile, il termine “intelligenza artificiale” con “Super Intelligenza” (SI) in tutti gli atti, le comunicazioni pubbliche e i siti istituzionali. Il provvedimento assegna all’Assistente presidenziale per la scienza e la tecnologia un termine di 60 giorni per proporre una definizione legislativa del nuovo concetto, con possibili ricadute sulle definizioni giuridiche di IA già vigenti.
Parallelamente, nel corso di un incontro alla Casa Bianca, i vertici delle principali aziende del settore — Sundar Pichai per Google, Dario Amodei per Anthropic, Mark Zuckerberg per Meta, Greg Brockman per OpenAI, Elon Musk per xAI e Jensen Huang per Nvidia, oltre a Microsoft — hanno sottoscritto un accordo volontario, privo di effetti vincolanti sul piano legale, che prevede quattro livelli di controllo sulla sicurezza dei sistemi: monitoraggio interno dei modelli, verifiche da parte di team dedicati, audit esterni indipendenti e supervisione di un comitato di revisione autonomo.
Trump ha definito il patto “moralmente vincolante”, pur ammettendo l’assenza di sanzioni governative in caso di violazione. Il vicepresidente JD Vance ha ribadito la linea dell’amministrazione, contraria alla creazione di un’agenzia di controllo sul modello FDA o FAA, privilegiando un approccio collaborativo con le imprese rispetto alla regolamentazione vincolante, anche per ragioni di competitività verso la Cina.
Posizione isolata quella di Dario Amodei, che aveva proposto un rallentamento dello sviluppo dei sistemi più avanzati per motivi di sicurezza: una richiesta non accolta dal tavolo.
La vicenda segna una netta divaricazione tra l’approccio volontaristico statunitense e il modello vincolante europeo basato sull’AI Act, con conseguenze dirette sulla compliance delle aziende multinazionali operanti su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Articoli simili
Intelligenza artificiale e ricerca medica: il rischio dei dati falsi che superano i controlli
Un’inchiesta di Milena Gabanelli e Andrea Priante per il Corriere della Sera accende i riflettori sull’impiego distorto dell’IA nella ricerca scientifica. Studi ritirati, citazioni inesistenti,…
Cresce negli Stati Uniti il confronto sulla sicurezza dei sistemi di nuova generazione. Dario Amodei propone verifiche indipendenti e checkpoint condivisi tra le aziende, mentre…

