23 Settembre 2026 - Avvocatura

Da oggi i penalisti tornano ad astenersi: il caso delle intercettazioni ai colloqui in carcere non si è chiuso

L'Unione Camere Penali Italiane proclama una settimana di stop alle udienze, dal 23 al 29 settembre, dopo mesi di "silenzio delle istituzioni" sulle captazioni illecite tra detenuti e difensori nel carcere di Perugia

Da oggi, 23 settembre, e fino al 29, gli avvocati penalisti italiani si astengono da udienze e da ogni attività giudiziaria in ambito penale, in tutta Italia. È la seconda mobilitazione nazionale dell’anno sullo stesso caso: quello delle intercettazioni dei colloqui tra detenuti e i loro difensori nel carcere di Perugia “Capanne”.

La vicenda era esplosa in primavera, quando si era scoperto che conversazioni riservate tra alcuni detenuti e i rispettivi avvocati erano state captate all’interno dell’istituto penitenziario umbro — violando quella che l’ordinamento considera una garanzia assoluta, non comprimibile nemmeno in carcere: il diritto di parlare liberamente con il proprio difensore senza che nessuno ascolti. Una prima astensione nazionale era già stata proclamata dall’8 al 12 giugno 2026, accompagnata da una manifestazione a Perugia l’11 giugno.

Da allora, secondo l’Unione Camere Penali Italiane (UCPI), non sarebbe arrivata alcuna risposta istituzionale adeguata: un comunicato dell’organismo, datato 7 luglio, parla apertamente di “silenzio delle istituzioni“. Il 1° agosto la Giunta UCPI ha quindi deliberato questa seconda astensione, definita dalle camere penali territoriali “astensione bis”, motivandola non solo con il caso Perugia ma con un più ampio “progressivo arretramento delle garanzie individuali” e con l’emergenza carceri, che resta irrisolta.

I riferimenti normativi richiamati dall’UCPI sono precisi: gli articoli 15 e 24 della Costituzione (libertà e segretezza della corrispondenza e della comunicazione; diritto di difesa), gli articoli 6 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e l’articolo 103 del codice di procedura penale, che vieta intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni dei difensori. Per l’UCPI, il segreto difensivo “non è un privilegio della categoria” ma “una garanzia posta a tutela di ogni cittadino“.

L’adesione è arrivata da camere penali di tutta Italia — da Trento a Rimini, da Cuneo a Caserta — a conferma della dimensione nazionale della protesta. Per gli studi legali, l’astensione comporta il rinvio delle udienze penali fissate nella settimana, con le consuete eccezioni per i procedimenti indifferibili (misure cautelari, direttissime, termini di scadenza della custodia).

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